AVEZZANO – Davanti al giudice per le indagini preliminari del tribunale di Avezzano (L’Aquila), Francesca Proietti, e ai pm Maurizio Maria Cerrato e Roberto Savelli, l’imprenditore di Penne (Pescara) Sergio Giancaterino, ha ammesso ieri di aver pagato delle somme di denaro per ottenere appalti.
L’uomo, considerato un personaggio chiave dell’inchiesta “master list” su presunte gare truccate in diversi enti abruzzesi, è stato ascoltato per due ore e mezza.
Secondo Il Centro l’imprenditore avrebbe anche fatto dei nomi di alcuni destinatari delle tangenti.
L’imprenditore è assistito dagli avvocati Leonardo Casciere e Antonio Pascale, che hanno chiesto la revoca del provvedimento di custodia cautelare.
Ha negato di essere un faccendiere, invece, Antonio Ruggeri, che avrebbe tuttavia ammesso di aver gestito delle somme di denaro per conto di Giancaterino: i due, nell’ordinanza del gip, sono considerati un “duo di potere”.
Ruggeri avrebbe poi spiegato di essere stato lui a far conoscere il sindaco di Cerchio (L’Aquila), Gianfranco Tedeschi, a Giancaterino.
Anche Ruggeri, con il suo difensore Raffaele Mezzoni ha chiesto la modifica della misura cautelare.
Si è infine avvalso della facoltà di non rispondere l’ex vicesindaco di Canistro, oggi consigliere di maggioranza, Paolo Di Pietro.
Anche quest’ultimo, con il suo avvocato Armando Di Pietro, ha chiesto la revoca della misura cautelare.
Nell’inchiesta, che conta 12 indagati, sono finiti ai domiciliari, oltre a Giancaterino, Ruggeri e Di Pietro, anche il sindaco di Casacanditella (Chieti) Giuseppe D’Angelo, l’ex amministratore delegato del Consorzio acquedottistico marsicano (Cam), Giuseppe Venturini, il geometra aquilano Antonio Ranieri, il costruttore di Montorio al Vomano, Emiliano Pompa.






