PESCARA – “Personalmente sono convinto che sia Donato che Lorenzo abbiano una condotta tale da poter evidenziare la loro estraneità”.

A dirlo è il presidente della regione Luciano D’Alfonso, in un’intervista al quotidiano il Centro, a seguito della notizia delle indagini della Procura di Avezzano  nei confronti, tra gli altri, dell’assessore ai Lavori pubblici Donato Di Matteo del Partito democratico, e Lorenzo Berardinetti, consigliere regionale di Regione facile, e presidente della terza commissione Agricoltura.

Nel mirino le tre gare per il rifacimento di impianti sciistici nella Marsica per complessivi 12 milioni di euro,
Dalle intercettazioni emergerebbe che gli indagati, tra cui sindaci ed ex sindaci, imprenditori e amministratori regionali, accusati di corruzione e turbativa d’asta, avrebbero mirato a seguire con cura le varie procedure per determinare nomine e decisioni. In particolare, in questa fase l’attenzione sarebbe stata rivolta alla indicazioni dei progettisti. Secondo quanto si è appreso, a questa pratica non sarebbero stati estranei i due indagati eccellenti della maggioranza di centrosinistra

E domani gli avvocati di Di Matteo, Sergio Della Rocca e Antonio Milo presenteranno ai pm un’istanza per chiedere che l’assessore sia ascoltato.

In una situazione di difficoltà della maggioranza di centro sinistra, la presa di posizione di D’Alfonso può essere letta con la volontà di non creare ulteriori attriti, in particolare con Di Matteo, uno dei tre ribelli, assieme al consigliere Mario Olivieri e all’assessore Andrea Gerosolimo, entrambi di regione Facile, con i quali si dovrà avviare, come concordato nella riunione di maggioranza di martedi, una verifica di governo necessaria a ricucire l’ennesima spaccatura. Con all’orizzonte anche un rimpasto di Giunta, relativamente alle deleghe. Sia Di Matteo che Gerosolimo voglio avere più peso. Ora però al di là dell’esito delle indagini, Di Matteo appare più debole e con meno forza contrattuale.

Di Matteo ha poi un rapporto molto teso con Lucrezio Paolini dell’Italia dei valori. Nella commissione di giovedi l’esponente del Pd è arrivato a definire Paolini, nel mezzo dell’ennesimo screzio,  “occasionale della politica”. Ma anche Paolini si guarda bene dal tirare in ballo in queste ore molto delicate la vicenda giudiziaria che riguarda Di Matteo.

“Sono un avvocato e so che è assolutamente prematuro fare qualsiasi tipo di valutazione non conoscendo la vicenda”, ha  tagliato corto Paolini sempre al Centro.