CHIETI –  “Ho letto non senza sconcerto la lettera in cui il direttore generale della Asl di Chieti Thomas Schael attribuisce a me la “colpa” di non aver avvisato tempestivamente la Asl e gli altri enti competenti dell’incendio sviluppatosi a Chieti Scalo. Ho poi letto con maggiore sconcerto ancora, tale lettera sulla stampa, evidentemente resa pubblica dall’estensore nel goffo e grave tentativo di delegittimazione davanti al Prefetto di quella che, volente o nolente Schael, è e resta la massima autorità sanitaria sul territorio cittadino. Sull’incendio alla MagMa il Comune ha fatto tutto quello che un’Amministrazione può e deve fare sul tema e lo ha fatto in sinergia con le autorità competenti, come più volte è accaduto a Chieti negli anni del mio mandato da sindaco, in nome della grande responsabilità che ciò concerne e della serietà richiesta dal ruolo e dal caso, specie se riguarda la pubblica incolumità: così il sindaco Diego Ferrara in replica alla lettera di Schael.

“Resta lo sgarbo istituzionale, peraltro non ultimo, che oggi ci troviamo nero su bianco a mezzo stampa – rimarca il sindaco – . Più che attribuire a noi inadempienze che non abbiamo, spieghi piuttosto il Direttore alle autorità che ha invocato contro di me e alla cittadinanza tutta com’è stato possibile che la Asl di Chieti abbia maturato in soli tre anni un disavanzo tale da mettere a rischio prestazioni e servizi non solo cittadine, ma relative al territorio provinciale e anche perché in questo lasso di tempo il Comune sia dovuto più volte intervenire a difesa della sanità teatina dalle continue spoliazioni a cui questa dirigenza l’ha sottoposta, l’ultimo caso, solo in ordine di tempo, è il paventato trasferimento dell’UOC di Odontostomatologia dell’ospedale clinicizzato Ss Annunziata di Chieti a Lanciano”.

“Spiace dover constatare che a fronte di un’ordinanza redatta in emergenza e dall’esigenza di dover tutelare la pubblica incolumità, la Asl ritenga un’incombenza economica scomoda il controllo dei filtri dei condizionatori del Ss, Annunziata, di cui si parla nell’atto fra le altre prescrizioni in emergenza qualora i dati sull’aria lo avessero richiesto. Spiace inoltre che quella che è una divergenza sulla linea di azione, sia divenuta, certamente non per mia iniziativa, l’ennesima occasione per un pretestuoso e inopportuno attacco all’autorità sovraordinata. Ho avuto già modo di confrontarmi con il Prefetto, peraltro appena insediatosi, su tutte le “accuse” che mi vengono rivolte, così come, attraverso il costante aggiornamento sull’evoluzione dell’incendio, ho fatto con la comunità di riferimento e gli altri soggetti di competenza”.

“Non mi sottrarrò a un confronto diretto con il DG se il caso lo riterrà, né a una riscontro formale alla sua missiva, per rimarcare non solo la mia buona fede, ma le responsabilità di cui mi sono fatto carico per il bene comune e che dovrebbero riguardare tutti coloro che hanno ruoli sensibili e delicati, specie in ambito sanitario. Il mio auspicio è che la prossima volta il DG si accorga dei fatti gravi che accadono nel territorio dove opera e risiede, com’è accaduto a tutti coloro i quali si sono subito attivati per spegnere le fiamme e darsi da fare a Chieti Scalo, e assicuri la sua presenza fisica insieme a quanti, come me, domenica notte sono stati sul posto a presidiare l’emergenza”.