PENNE – Un incendio, probabilmente di origine dolosa, è scoppiato questa mattina, alle prime luci dell’alba, nel tunnel interno che collega i padiglioni dell’ospedale “San Massimo” di Penne (Pescara).
Le fiamme, che si sono propagate poco dopo le 7, hanno avvolto un bancale di bottiglie contenenti soluzioni chimiche utilizzate per cure di pazienti in dialisi.
Solo grazie al tempestivo intervento dei dipendenti, richiamati dal forte odore di bruciato e dal fumo, le fiamme sono state circoscritte e spente con l’utilizzo di estintori.
Evitato, dunque, il peggio.
Due dipendenti in servizio, peraltro, sono rimasti intossicati e immediatamente curati nel pronto soccorso: ora sono fuori pericolo. Il tunnel è stato chiuso a scopo precauzionale.
Sul posto sono giunti i vigili del fuoco di Pescara, i carabinieri della Compagnia di Penne, il funzionario della Asl, Davide Grande, e il sindaco Mario Semproni.
“È stato un gesto deplorevole e vile commesso al solo fine di mettere in ginocchio il già martoriato ospedale San Massimo – ha detto il primo cittadino –. Auspico che venga fatta chiarezza e siano individuati i responsabili affinché paghino per questo atto sconsiderato che poteva avere conseguenze più gravi. Ovviamente – conclude il sindaco Semproni – il nostro impegno per la difesa dell’ospedale San Massimo non si arresterà mai, ma sarà ancora più determinato”.
Qualche ora dopo i carabinieri hanno individuato il responsabile: si tratta di un 50enne vestino, tossicodipendente, ricoverato in ospedale per la cura di alcune patologie respiratorie.
L’uomo è stato denunciato per danneggiamento a seguito di incendio e interruzione di pubblico servizio.
I controlli dei Vigili del Fuoco hanno accertato, comunque, che il tunnel è agibile.






