CHIETI – Evidenziano la presenza di aldeidi cancerogene, in prevalenza benzene, ma anche toluene e stirene, che sono annoverati tra gli inquinanti classici di questa tipologia di incendi, come nel caso del rogo dell’azienda “Terra Verde” a Città Sant’Angelo nel 2011 e quelli sviluppatisi presso la ditta Seab di Chieti Scalo tra il 2009 ed il 2012, gli esiti delle prime analisi su aria e fumi condotte da Arta Abruzzo in relazione all’incendio della discarica abusiva andata a fuoco a Chieti nella notte del 27 giugno.
Lo rende noto l’Arta.
“Per verificare la presenza di diossine sarà realizzato lo studio di ricaduta degli inquinanti al suolo, i cui risultati richiederanno qualche giorno di lavoro per la complessità dell’indagine. Superata l’emergenza saranno analizzati anche i terreni, che stando ad una prima ispezione visiva non dovrebbero essere stati interessati da una contaminazione significativa”, fa sapere Arta.
Per quanto riguarda invece le acque di dilavamento derivanti dalle attività di spegnimento del fuoco, ricorrenti in questo tipo di eventi, non sono stati prelevati campioni in quanto i Vigili del Fuoco non hanno fatto ricorso a idranti per domare le fiamme.
Ulteriori analisi, fa sapere l’azienda, sono ancora in corso e gli esiti saranno comunicati tempestivamente appena disponibili.
L’esito delle prime analisi era stato già comunicato ai sindaci di Chieti e Bucchianico, Umberto Di Primio e Gianluca De Leonardis, sui cui territori ricade la discarica.





