L’AQUILA – L’Abruzzo continua a bruciare. Nell’Aquilano oggi sembra esserci la situazione più grave, in particolare nella Marsica, a Canistro, dove il rogo, in atto da ieri, risulta particolarmente esteso: 7-800 metri di fronte.
Sul posto stanno operando i direttori delle operazioni di spegnimento (Dos) e i relativi collaboratori, insieme a una squadra boschiva dell’Aquila e un canadair che sta lanciando incessantemente.
La situazione non è sotto controllo, spiegano dal comando provinciale dei vigili del fuoco, la zona è fortemente impervia e ci sono problemi a operare da terra, ma per fortuna non ci sono abitazioni vicine che possano essere lambite dalle fiamme.
È stato svolto un sopralluogo sull’altro fronte della montagna per capire come poter arrivare anche con i mezzi di terra.
E non si sono ancora sopite le polemiche nate sull’origine dei roghi che potrebbe essere colposa, causata da fuochi artificiali o barbecue gestiti in modo maldestro.
Quanto al capoluogo, ieri sera è ripartito l’incendio nella frazione di Aragno, ma è stato prontamente spento. Le fiamme nei giorni scorsi hanno distrutto circa 100 ettari di vegetazione.
A Schiavi d’Abruzzo, nel Chietino, il rogo doloso, in atto da quattro giorni, al momento è sotto controllo, nonostante la zona sia particolarmente impervia.
Stanno operando due squadre di terra, la protezione civile, i carabinieri e alcuni volontari, nella notte si è alzato anche un canadair, ma il bosco brucia ancora, confermano ad AbruzzoWeb dal 115 di Chieti.
Sono 180 gli ettari interessati dall’incendio divampato alla vigilia di Ferragosto: salvata la pineta, buona parte della superfice è andata distrutta, in particolare le conifere della zona dei templi italici.
Nel contrasto a questo incendio sono emerse le difficoltà a spegnere fiamme alte 3-4 metri un una zona impervia a causa di mezzi non adeguati e carenza di uomini, in tal senso incide il fatto che con la riforma del corpo forestale dello stato annessi ai carabinieri, gli ex forestali non hanno più compiti attivi sul fronte incendi.
Intanto, è stato accertato che l’incendio è doloso visto che il 14 agosto sono partiti tre fuochi distinti sulla fondovalle con accensioni dirette, secondo quanto riferito dagli inquirenti persone che dalla strada sarebbero entrati per pochi metri nel bosco ed appiccato il fuoco.
Si indaga ancora anche sul presunto piromane che avrebbe agito per protesta contro gli autovelox, ma da questo punto di vista non ci sono novità.
Sembra rientrato l’allarme a Cupello, dove sono cinque le famiglie evacuate ieri alla luce del rischio che le fiamme arrivassero al centro abitato.
Nel Teramano, gli operatori del 115 lavorano ancora senza sosta nella frazione di Magnanella nel capoluogo, dove è presente una squadra boschiva, e nella frazione di Macchia di Sole a Valle Castellana.
Domate le fiamme, invece, nella frazione di Macchia di Sole a Valle Castellana (Teramo). Emergenza rientrata nel Pescarese, dove al momento non riusltano roghi.
L’incendio di sterpaglie che due giorni fa ha interessato Alanno, nella zona a ridosso di via del Sole e che minacciava alcune abitazioni, è stato domato definitivamente.






