L’AQUILA – “Quando si dà fuoco a un bosco né per disattenzione né perché si è malati, spesso lo si fa per ‘liberare’ questi terreni e andarci a costruire. Molti non sanno però che c’è una legge secondo la quale nei terreni colpiti da incendio non si può effettuare il cambio di destinazione d’uso per almeno dieci anni”.

È questa “gratuità” dell’atto criminoso di dar fuoco a boschi e terreni di cui parla l’assessore regionale con delega alla Protezione civile, Gianfranco Giuliante, a fare più rabbia in questi caldissimi giorni d’agosto, nei quali l’Abruzzo continua a bruciare, dalla costa fino all’entroterra.

Se infatti in alcuni casi gli incendi sono causati dalla disattenzione dei cittadini, oppure dalle pratiche scorrette di alcuni contadini che appiccano incendi per bruciare le sterpaglie, spesso dietro in roghi c’è una precisa volontà criminosa.

È proprio verso questi atti criminali “gratuiti” che l’azione preventiva risulta difficile.

“Mentre verso atteggiamenti pericolosi – dice Giuliante – si può attuare una campagna di prevenzione, che promuoviamo sempre, rispetto all’atto gratuito di dare fuoco non si può fare molto”.

In questi giorni roventi, molte sono le squadre di Vigili del fuoco, della Protezione civile e del Corpo forestale dello Stato impegnate. “Le squadre – conclude l’assessore – hanno anche svolto un’intensa attività per prevenire l’allargamento degli incendi, battendo il territorio e individuando immediatamente i focolai”. (e.m.)

Nell’ultima settimana una lunga catena di incendi ha colpito la zona del Teramano e quella del Pescarese, mentre oggi a bruciare è la pineta del Parco regionale Velino-Sirente, nel territorio del comune di Secinaro (L’Aquila).