L’AQUILA – C’è l’accordo tra i vertici nazionali del Dipartimento di Protezione civile, del Corpo dei vigili del Fuoco e del Comando generale dell’Arma dei carabinieri per far tornare in campo gli agenti forestali, che dal primo gennaio scorso sono transitati quasi completamente nei carabinieri, senza quindi competenze di antincendio boschivo, ma solo con compiti investigativi.
L’accordo, arrivato a seguito dell’emergenza che sta interessando l’Abruzzo, apre un precedente che rimette in discussione la cosiddetta riforma Madia, che ha sciolto il Corpo Forestale dello Stato tra mille polemiche, rivelatesi in parte fondate nelle ultime settimane, in cui si è palesata tutta l’impreparazione del sistema antincendio.
Il dirigente del Servizio di protezione civile della Regione Abruzzo, Silvio Liberatore, ha ora scritto ai Comandi regionali dei vigili del fuoco e dei carabinieri ricordando che, a seguito dell’accordo, “è ora possibile svolgere l’azione di bonifica delle aree percorse dal fuoco, mediante squadre di volontari di protezione civile coordinate da personale esperto del Corpo dei carabinieri forestali”.
“Pertanto – scrive Liberatore – si chiede al Comando dei carabinieri forestali di comunicare la propria disponibilità e al Comando dei vigili del fuoco di valutare l’opportunità del supporto del personale dei carabinieri forestali anche sugli scenari emergenziali già in atto”.





