TERAMO – Continuano le indagini del Corpo forestale dello Stato per individuare gli autori degli incendi che fra venerdì e domenica scorsa hanno colpito una superficie di circa 200 ettari, solo in minima parte boscata, nella provincia di Teramo.

Dopo il grande dispiegamento di mezzi aerei e terrestri con cui sono state domate le fiamme, gli agenti del Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale della Forestale stanno raccogliendo informazioni e testimonianze vagliando tutte le ipotesi.

Si stanno esaminando anche le immagini registrate da alcune telecamere di sicurezza nei paesi limitrofi alle aree interessate dalle fiamme. Da quanto finora emerso, dietro gli incendi non ci sarebbe un unico responsabile.

La vastità delle aree colpite e la contemporaneità dell’origine dei focolai in zone distanti le une dalle altre, infatti, fanno escludere che si possa trattare di un singolo incendiario.

Questa ipotesi è confermata nonostante le zone colpite siano tutte ben collegate e raggiungibili attraverso un fitto reticolo di strade, elemento che aveva fatto pensare inizialmente che anche una sola persona, con un automezzo, si sarebbe potuta spostare velocemente da un’area all’altra.
Gli investigatori escludono inoltre che si possa trattare di piromani nel senso clinico del termine. E’ invece probabile che siano coinvolti gruppi di persone che hanno interessi diretti o che intendano fomentare disordini per ritorsione o altri motivi.

Solo domenica scorsa il responsabile della sala operativa della Protezione civile Abruzzo, Silvio Liberatore, aveva ipotizzato che il 90% degli incendi che nel fine settimana hanno colpito ben tre province fossero di origine dolosa

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