L’AQUILA – I canadair sono tornati a Roma perché non serve più scaricare acqua in quanto non ci sono più fiamme: volgerebbe al meglio, la lotta senza quartiere in atto da oltre 20 giorni contro l’incendio sul monte Morrone dove, dopo una mattinata con tre canadair e due elicotteri, sono al lavoro squadre di terra per la bonifica “con pale e picconi”, è stato sottolineato.

Un elicottero, tra i più performanti, è pronto ad intervenire se si alzasse qualche fumaiolo. Ma tra gli operatori nessuno si fida e festeggia perché la ripresa, come in altre circostanze, non si può escludere.

Ed oggi, come ha sottolineato il capo della Protezione civile, Maurizio Scelli, a dare una grossa mano è stata l’assenza del vento che con il caldo, sopratutto nel pomeriggio, ha ridato forza alle fiamme di continuo: “Non si può dire che l’incendio è stato spento e non abbassiamo la guardia”.

In Abruzzo però il lavoro non manca perché sono 5 i fronti aperti: Carpineto Sinello, in atto da giorni, e Tornareccio, in provincia di Chieti, Castilenti e Castelbasso, nel Teramano, Camarda, frazione del comune dell’Aquila.

In bonifica i roghi a Civita D’Antino, in provincia dell’Aquila, e Torino di Sangro, nel Chietino. Spente le fiamme a Castellalto, nel Teramano.

In campo sui vari fronti decine di uomini, vigili del fuoco e volontari di protezione civile, con mezzi tra cui cisterne e autobotti.