L’AQUILA – Piccoli paesi che si spopolano, che subiscono terremoti, frane e incendi. Resi sempre lontana periferia del mondo, dai continui tagli di servizi essenziali, come trasporti, uffici pubblici, scuole, presidi medici, nel nome della spending review e delle spietate logiche del profitto.

Eppure, cartina geografica alla mano, i piccoli comuni, sotto i 3 mila abitanti, sono in Abruzzo la maggioranza, 220 su 305, il 72 per cento del totale, e in essi vivono nonostante tutto 243 mila persone, che si moltiplicano nelle stagioni turistiche.

Ad imprimere, dopo tante vuote parole una svolta e un riscatto, ci sarebbe però un progetto di legge regionale, “Valorizzazione e sviluppo aree interne e borghi caratteristici dell’Abruzzo”, a firma dei consiglieri Lorenzo Berardinetti di Regione Facile e dell’assessore Donato Di Matteo, Partito democratico. Una legge che prevede l’istituzione di un fondo da cui attingere per una lunga serie di incentivi e agevolazioni volti a favorire la qualità della vita, i servizi, la residenzialità dei giovani e la resistenza delle attività economiche di frontiera.

Una legge però che è stata depositata nel febbraio 2015 ma ancora non viene discussa nelle commissioni, alla faccia dell’”Abruzzo facile e veloce”, volendo riesumare lo slogan elettorale del presidente Luciano D’Alfonso.

Ma del resto le linee guida di una legge regionale a favore dei piccoli comuni, fu presentata a Rocca di Mezzo, nel lontano 2006 dal fu assessore Giovanni D’Amico, ai tempi di Ottaviano Del Turco. Ma poi seguì un nulla di fatto.

A frenare l’iter di approvazione, ieri come oggi, manco a dirlo, la difficoltà nel reperire un’adeguata copertura finanziaria. Nel progetto di legge sono revisti infatti appena 150 mila euro l’anno. Bruscolini, perché a larghe spanne, per attivare un sostegno concreto in tutti i paesi interessati, come detto 220, la copertura ecoonomcia dovrebbe essere non inferiore ai 2 milioni di euro l’anno. Va però aggiunto che l’iter è stato frenato anche dal fatto che una legge analoga è in via di approvazione in Parlamento: la legge sui piccoli comuni, che porta la firma del parlamentare Ermete Realacci e del presidente dell’Unione nazionale comuni ed enti montani (Uncem), Enrico Borghi.

Anche questa legge, abbozzata oltre 15 anni fa, e fortemente voluota dal compianto presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi,  propone misure per favorire la diffusione in oltre 5 mila piccoli comuni, della banda larga, la promozione delle produzioni agroalimentari a filiera corta, semplificazioni per il recupero dei centri storici, manutenzione del territorio, la messa in sicurezza di strade e scuole, l’efficentamento energetico e interventi a favore delle attività produttive insediate nei centri minori. E per far questo è prevista una dotazione finanziaria di 10 milioni di euro l’anno fino al 2023, anch’essi a dir poco insufficienti.

Una sua eventuale approvazione in tempi brevi, comporterebbe la necessità di ricalibrare e adeguare la norma regionale, in caso di eventuali sovrapposizioni.

IL LIBRO DEI SOGNI ARTICOLO PER ARTICOLO

Entrando nel merito del provvedimento regionale, tanto per cominciare tutti i comuni abruzzesi che alla data dell’ultimo censimento Istat presentano una popolazione pari o inferiore a 3.000 abitanti, vengono definiti “borghi caratteristici”, e diventano beneficiari di quanto previsto nella legge.

Fulcro del provvedimento ovviamente l’istituzione di un Fondo regionale per la valorizzazione e sviluppo dei borghi caratteristici, alimentato annualmente da risorse regionali, in cui però possono confluire anche risorse nazionali ed europee, “trasferite per finalità coerenti con gli obiettivi della legge”. Tutto o quasi dipenderà dunque dalla consistenza di questo fondo.

Tra le tante misure previste e finanziabili spicca quella che ha come beneficiari i giovani, che in ogni modo vanno motivati a vivere nei piccoli paesi, visto che la causa dello spopolamento è proprio il saldo negativo tra nascite e decessi.

La Regione, si legge nel provvedimento, istituisce un bando che prevede un “bonus d’incoraggiamento” all’insediamento residenziale stabile di giovani coppie, l’erogazione di voucher formativi, contributi per la nascita di associazioni, centri di aggregazione, per le attività sportive e culturali.

Per il sostegno alle attività imprenditoriali giovanili, è prevista anche l’istituzione di un fondo di rotazione per favorire l’accesso al credito, di cui però si demandano ad un successivo regolamento le modalità di funzionamento.

I comuni caratteristici si devono però impegnare a stabilire specifici incentivi per facilitare l’insediamento residenziale stabile di giovani coppie.

Entro 12 mesi dall’entrata in vigore della legge, sarà promosso anche un “Manifesto di direttive e regole a favore delle giovani generazioni dei borghi caratteristici”, al quale la Regione chiederà l’adesione ai Comuni, agli Enti Pubblici territoriali, alle organizzazioni di volontariato e agli organismi sociali culturali e dell’ambiente interessati.

Oltre al fondo regionale, un altro canale di finanziamento individuato dalla legge è quello europeo dei Programmi integrati di agevolazione (Pia), che finanzia, è importante ricordare, in percentuali variabili, progetti tra 1 e 20 milioni di euro, per la realizzazione di nuove unità produttive, l’ampliamento di unità produttive esistenti, la diversificazione della produzione di uno stabilimento esistente per ottenere prodotti mai fabbricati precedentemente. Il finanziamento è riservato ad aziende che hanno registrato nei tre esercizi precedenti un fatturato medio non inferiore a 1,5 milioni di euro e con almeno 10 unità lavorative.

La Regione in particolare si impegna a favorire l’accesso a questi fondi, sostenendo anche economicamente gli studi di fattibilità, le spese di avviamento, di formazione imprenditoriale e manageriale, e anche l’acquisto di tecnologie informatiche e telematiche.

Per quanto riguarda il turismo, che rappresenta uno dei principali potenziali delle aree interne, i Comuni, se vogliono mantenere la qualifica di Borghi caratteristici, devono mettere a punto un Piano intercomunale dell’ospitalità (Pio), creando nei centri storici messi in rete, sistemi ricettivi diffusi o alberghi diffusi caratterizzati da una gestione unitaria ed integrata delle strutture e dei servizi.

Il Pio prevede anche “forme di gestione ottimale del patrimonio locale delle seconde case, attraverso soluzioni integrate che, in accordo con i proprietari interessati, siano finalizzate a valorizzare tale patrimonio sul mercato turistico”. Ovvero, semplificando, si intende incrementare l’utilizzo delle seconde case che restano vuote per quasi tutto l’anno.

Fatto questo, la Regione, con un apposito accordo di programma della durata di 5 anni, partecipa al cofinanziamento del progetto turistico integrato.

Altre iniziative che possono godere di finanziamenti ad hoc sono quelle del settore, altrettanto strategico, dell’agroalimentare. Ad esempio le attività artigianali “a carattere artistico e tradizionale” o gli esercizi di ristorazione e somministrazione al pubblico di alimenti e bevande, che commercializzino prodotti agroalimentari tipici e a chilometro zero. Si intende sostenere economicamente la nascita di mercati di zona itineranti, “da effettuarsi di domenica all’interno dei borghi caratteristici”.

Altro passaggio significativo del provvedimento riguarda il contrasto al dissesto idrogeologico, tema di grande urgenza nell’Abruzzo interno devastato spesso da frane, smottamenti e incendi.

La norma prevede infatti contributi, fino al cento per cento, a favore di imprenditori agricoli, anche a titolo non principale, che “realizzino all’interno delle proprie aziende piccole opere ed attività di manutenzione ambientale, compresi interventi di mantenimento, miglioramento e razionale utilizzazione dei pascoli e dei boschi”. Opere ritenute utili “ai fini della sistemazione e della prevenzione di fenomeni di dissesto idrogeologico, oltre che al mantenimento degli impianti di forestazione”.

La Regione sostiene poi “progetti pilota” e “dimostrativi” promossi dai Comuni borghi caratteristici in materia di sostenibilità ambientale ed energetica, ad esempio la nascita di gruppi di acquisto tra cittadini e imprese per la produzione di energia da fonti rinnovabili, e l’incentivazione alla riduzione della produzione di rifiuti e della raccolta differenziata anche mediante l’applicazione di sistemi tariffari locali premianti.

Sul piano del welfare e delle politiche della salute, la legge prevede che le Asl predispongono progetti di defibrillazione precoce e di altre apparecchiature medicali salva vita, in primis nei borghi più isolati, con la relativa formazione dei soggetti che li utilizzano.