L’AQUILA – Un concerto, un reading e un brindisi per uno degli artisti dimenticati del ‘900.
Nel giorno della sua morte, arrivata 33 anni fa, un gruppo di amici, studiosi, appassionati del lavoro di Pino Zac, ha inteso ricordare l’indimenticato disegnatore, acuto e dissacrante, che ha scritto una pagina importante della satira politica degli anni sessanta e settanta. L’appuntamento è per oggi alle 18.3o, al cimitero monumentale dell’Aquila, davanti alla sua spoglia e umile tomba.
Ci saranno Drahomira Biligova, Silvia Luminati che leggerà un brano di Pino Zac e il musicista Andrea De Petris che suonerà in sua memoria. Ad organizzare l’iniziativa l’associazione Harp, di cui è presidente Valeria Pica.
Pino Zac, che è stato anche docente di tecnica dell’animazione dal 1971 al 1974, negli ultimi anni della sua vita ha vissuto a Fontecchio, in provincia dell’Aquila, fino alla morte il 25 agosto del 1985, e dove ha lasciato un patrimonio unico di bozzetti, libri, riviste, materiali di lavoro e opere che costituiranno il futuro Archivio Pino Zac.
Nato a Trapani da padre pugliese e madre abruzzese, Pino Zac ha studiato architettura a Roma ma ha deciso in seguito di dedicarsi completamente all’illustrazione. A vent’anni, nel 1950, ha creato Gatto Filippo, primo fumetto in Italia che sviluppa le tematiche in strisce autoconclusive, la cui pubblicazione è durata fino al 1958 sul quotidiano Paese Sera. Come autore di fumetti ha raggiunto la popolarità anche con Kirie eleison e L’Orlando Furioso.
Nel 1970 ha girato con tecnica mista Il cavaliere inesistente, tratto dall’omonimo romanzo di Italo Calvino. Nel 1973 Mario Monicelli gli ha affidato la parte di uno squattrinato fotografo di sinistra nel film Vogliamo i colonnelli.
Ha collaborato con le testate francesi Le Canard enchaîné, Pilote e L’écho des savanes e ha fondato, a Londra, la rivista Playtime.
Nel 1975 ha realizzato la serie di incisioni La comédie de l’art presso la scuola stamperia di Gerardo Lo Russo e ha fondato il giornale satirico Quaderni del Sale.
Nel 1977 con Vauro ha fondato il settimanale di satira politica Il Male, realizzando tra l’altro le prime copertine. Nel 1981 ha illustrato, in Francia, una rara edizione di Tarocchi, i Tarot de l’an 2000.
Nel 1983 ha fondato L’Anamorfico, una rivista anch’essa di satira politica che uscì per 5 numeri, da novembre 1983 a marzo 1984. La rivista era composta da una cartellina contenente sei fogli separati. Ognuno di questi si apriva tre volte, fino ad ottenere 4 facciate grosso modo delle dimensioni dei quotidiani di grande formato dell’epoca.






