CHIETI – È scontro tra ambientalisti e Regione Abruzzo sui nuovi impianti sci a Passolanciano-Maielletta.

“L’Ente Parco Nazionale della Maiella è intervenuto entro i termini fissati dalla Regione nella conferenza di servizi preliminare esprimendo pesanti dubbi sugli elaborati depositati da Arap per la realizzazione di nuovi impianti con una spesa di ben 23,7 milioni di euro di fondi pubblici”, annunciano SOA, SLO, LIPU e ALTURA sottolineando come siano state confermate le criticità sollevate dalle stesse associazioni.

A replicare il consigliere regionale, capogruppo di Forza Italia Mauro Febbo: “rigettiamo in toto quelle che riteniamo esclusivamente loro  interpretazioni dettate da un isterismo che vuole esclusivamente affossare il progetto pur sapendo di essere nel torto”.

ASSOCIAZIONI: “DA ENTE PARCO NAZIONALE MAIELLA PESANTI CENSURE, CONFERMATE CRITICITA'”

Come spiegano le associazioni: “Nelle proprie osservazioni l’Ente rileva addirittura la mancanza di un documento centrale, lo Studio di Incidenza Ambientale, obbligatorio per tutti gli interventi previsti in siti Natura2000 protetti a livello comunitario. Ricordiamo che nell’area ci sono decine di specie e habitat tutelati dalle direttive europee, dall’Aquila reale all’Orso bruno. Già questo la dice lunga sul livello di approfondimento progettuale, visto che lo studio di incidenza dovrebbe guidare le scelte relative ad interventi in siti così preziosi e vulnerabili”.

“Poi – aggiungono -esprime pesanti critiche al progetto di innevamento artificiale, da 7 milioni di euro, ritenendolo sovradimensionato e molto costoso, anche dal punto di vista gestionale. Il Parco di fatto chiede lo stralcio dell’intervento a favore di iniziative più coerenti con un utilizzo dell’area a minor impatto ambientale. Sul faraonico impianto di risalita da Roccamorice da 11 milioni di euro, su cui le associazioni avevano sollevato forti criticità in quanto ben diverso da un mero impiantino di collegamento tra Passolanciano e Maielletta,  l’ente parco evidenzia che il Piano d’Area esclude opere stradali e similari dal versante pescarese connesse ad un eventuale impianto dallo stazzo di Roccamorice. A questo punto le associazioni fanno notare che la soluzione prevista perde qualsiasi ragione d’essere visto che la connessione tra i due bacini può avvenire con soluzioni meno dispendiose e meno impattanti (ammesso e non concesso che in epoca di crisi climatica sia effettivamente utile spendere altri soldi pubblici in questa direzione in un parco nazionale)”.

“Unica valutazione positiva dell’Ente sul progetto quella sui tre parcheggi di scambio previsti, di cui il parco rivendica l’ideazione e per i quali chiede il potenziamento attraverso l’acquisto di navette con i risparmi ottenuti tagliando e rimodulando gli altri interventi”.

“Le associazioni Stazione Ornitologica Abruzzese, Salviamo l’Orso, Lega Italiana Protezione Uccelli e Altura – Associazione per la Tutela degli Uccelli Rapaci e dei loro Ambienti, ritengono che quanto sollevato dall’Ente Parco debba portare a un profondo ripensamento sull’impostazione del progetto, tutta incentrata sul carosello dello sci e non sulla risoluzione a 360 gradi delle criticità del turismo dell’area, evidenti soprattutto nei mesi primaverili ed estivi. Bisogna in primo luogo investire sulla tutela di un patrimonio naturalistico unico, tenendo conto di tutte le opportunità connesse. In ogni caso documenti così carenti non possono certo proseguire l’iter previsto dalle leggi”.

FEBBO: “PSEUDO AMBIENTALISTI HANNO PRESO FISCHI PER FISCHI, PROGETTO VA AVANTI”

Per Febbo: “Ancora una volta qualche pseudo associazione ambientalista interviene contro lo sviluppo sostenibile di un comprensorio che ha necessità di far emergere tutte le proprie potenzialità. Questi pseudo ambientalisti lo fanno a gamba tesa ma questa volta hanno preso ‘fischi per fiaschi’ dimostrando tutta la  loro avversione ideologica per lo sviluppo, peraltro dimostrando di non conoscere la procedura che si sta adottando, cioè l’art 26 del testo unico dell’ambiente, la valutazione di incidenza è un atto successivo.  Ben conosciamo perché ci siamo ampiamente confrontati più volte con i pareri rimessi dal Parco e dagli altri portatori di interessi, che sono di tutt’altro tenore rispetto a quanto da loro riportato”.

“Pertanto rigettiamo in toto quelle che riteniamo esclusivamente loro  interpretazioni dettate da un isterismo che vuole esclusivamente affossare il progetto pur sapendo di essere nel torto. Come già più volte ribadito  su questo progetto, sicuramente sostenibile dal punto di vista economico, turistico  ed ambientale, crediamo molto e pertanto si va avanti. In attesa di confrontarci seriamente sui tavoli istituzionalmente e tecnicamente preposti”, conclude Febbo.