L’AQUILA – “Questi allarmi sono ingiustificati e si basano sul sentito dire e non sui fatti”.
Il manager della Asl numero 1 Giancarlo Silveri interviene a chiarire ulteriormente la vicenda dei 3 immigrati nigeriani arrivati da Lampedusa e ricoverati all’ospedale San Salvatore.
E lo fa per tranquillizzare sulla totale assenza di un rischio Ebola in città.
“Siamo stati informati il giorno prima che i 72 immigrati sarebbero arrivati sabato sera – spiega – A quel punto abbiamo attivato tre équipe che potessero eseguire uno screening completo e inviato 10 degli stranieri ad Avezzano, mentre gli altri sono rimasti qui all’Aquila”.
“Inoltre – aggiunge – abbiamo chiamato alcuni mediatori culturali che ci aiutassero a cercare di capire da quanto tempo queste persone avessero lasciato il loro paese e aspettato per l’imbarco, per avere di conseguenza indicazioni sulla possibile incubazione del virus”.
L’Ebola infatti, come ha spiegato anche il direttore del reparto Malattie infettive dell’ospedale del capoluogo, Alessandro Grimaldi, in una nota, manifesta i primi sintomi tra i 2 e 21 giorni dal momento del contagio, tempi più brevi rispetto alla durata di uno spostamento dall’Africa.
“La persona che ha lasciato il paese da meno tempo lo ha fatto due mesi fa – spiega Silveri – gli altri tra i tre e i quattro mesi. Quindi l’Ebola è stata esclusa e dopo gli accertamenti si è capito che le ragioni della febbre che avevano, erano riconducibili alle condizioni del viaggio e non ad altro”.
“Per eccesso di zelo, comunque, li abbiamo ricoverati nel reparto di Malattie infettive, dal quale sono stati dimessi”, conclude.



