L’AQUILA – “Per favorire il turismo, e con esso la sopravvivenza della mia valle, basterebbe poco: ad esempio far fermare un treno ad una stazione, per far scendere una scolaresca, e poi per farla risalire qualche ora dopo, senza chiedere 300 euro per questo privilegio, a chi ha organizzato una visita didattica…”
Lo sfogo è di Gianluca Furore, che gestisce il centro visite del Capriolo di Fontecchio, lungo la valle subequana, in provincia dell’Aquila nel parco regionale Sirente Velino.
Nella stazioncina di Fontecchio infatti il treno Sulmona-L’Aquila si ferma raramente, come avviene del resto in altre stazioni della valle, e in generale nelle aree interne d’Abruzzo. Un problema non da poco, anche per chi come Furore vive di turismo e ricettività.
“Avevo organizzato una gita didattica per gli studenti della scuola Dante Alighieri dell’Aquila – spiega l’imprenditore – ma purtroppo l’unico modo per raggiungere Fontecchio, in base agli orari stabiliti, era quello prendere il treno. A Fontecchio però il treno si ferma pochissime volte, solo per alcune corse. Ho così contattato gli addetti di Trenitalia, che mi hanno spiegato che in realtà è previsto un servizio di fermata ‘straordinaria, ma a pagamento, dal costo di 150 euro, oltre al costo dei singoli biglietti. Ci siamo adeguati, per quella volta, ma non lo trovo giusto. Anche perché a queste condizioni, è difficile fare offerte competitive”.
E a non trovarlo giusto sono anche gli abitanti di questo entroterra. Pochi certo, ma con uguali diritti rispetto a chi vive in aree più popolate e fortunate. Per i quali il treno sarebbe il mezzo più veloce ed economico per raggiungere i grandi centri, soprattutto in inverno, quando le strade sono ghiacciate e insicure. Eppure lo Stato, ovvero i contribuenti, hanno speso milioni e milioni di euro negli ultimi restaurare le stazioncine del lungo la valle, in molte delle quali non si fermano più treni, poi per la ricostruzione, a metà dell’opera, dei centri storici medioevali colpiti dal sisma del 2009, e ancora per favorire la nascita o consentire la resistenza delle attività turistici e ricettive, con i vari bandi che attingono dai fondi della ricostruzione.
E’ infine in fase di progettazione una pista ciclabile, lunga 88 chilometri da Capitignano fino a Castelvecchio Subequo, e che dovrebbe attraversare proprio questa valle costeggiando il fiume Aterno.
Ma intanto bisogna mettere mano al portafoglio per elemosinare una fermata in più, di pochi minuti, ai pochi treni che già passano.
Un trend di abbandono, che riguarda del resto tutte le aree interne italiane, specie nel meridione, come attesta il rapporto “Pendolaria” di Legambiente, già illustrata da questa testata. E secondo cui In Abruzzo in sei anni sono crollati quasi del 40 per cento il numero delle persone che prendono il treno. Erano 23.530 nel 2011, sono scese a 14.140 a fine 2017. Inoltre dal 2010 i tagli di corse sulla rete regionale sono stati pari al 4,7 per cento, con un aumento delle tariffe mediamente del 18,5 per cento.
Il dato relativo all’Abruzzo è superiore alla media nazionale, pari a 9,6 per cento, come pure quello dell’aumento del costo dei biglietti. Infine l’Abruzzo è tra le regioni fanalino di coda per stanziamenti nel bilancio regionale, a favore del servizio del trasporto ferroviario, e per l’acquisto del materiale rotabile.
“Tutto ciò – commenta Furore – è un paradosso per una regione, che a sentire i nostri rappresentanti politici vuole fare di tutto per evitare lo spopolamento delle aree interne, puntando sul turismo ambientale. A loro voglio ricordare che il treno è il mezzo pubblico di gran lunga meno impattante. Per di più qui in valle, a dirla tutta, neanche il trasporto su autobus tiene conto dell’esigenza delle attività turistiche e ricettive che man mano stanno nascendo, con buona dose di coraggio. Con qualche banale fermata in più del treno che vediamo solo sfrecciare e procedere oltre, gratuita, s’intende, potremmo moltiplicare le presenze, proporre molti più pacchetti turistici, in sinergia con L’Aquila e Sulmona. Si fa un gran parlare di pista ciclabile, ma ricordo che il treno è fondamentale anche per chi è appassionato di turismo in bicicletta, non a caso hanno riservato scompartimenti, per salire a bordo con il mezzo”.





