CHIETI – Critici ed esperti d’arte l’hanno definita come una delle maggiori raccolte composte in Italia dal dopoguerra ad oggi. Parliamo del “tesoro di Angelini”, come più semplicemente viene chiamato a Chieti, ovvero le opere d’arte che l’ex re della sanità privata ha comprato per il proprio piacere personale, che ora vanno all’asta per pagare i creditori del fallimento Villa Pini. 

Della “Raccolta Angelini” fanno parte 137 opere d’arte antica e moderna (da Tiziano a Mantegna a Dürer e Rembrandt, da Favretto, a Boldini, Chagall, Matisse, De Chirico e Fontana, a Guttuso, Morandi, Mirò e Schifano) e 186 pezzi di archeologia e antiquariato (da un sarcofago romano, a letti e ribalte, colonne, librerie, dal rinascimento al novecento).

Chi volesse saperne di più può consultare il sito internet www.gioiellidicarta.it, dove ci sono avviso e regole della vendita. Si scopre così che l’esposizione avviene a partire da domani, 29 giugno, previo appuntamento presso il Centro Orafo Voice of Gold di Vicenza.

È possibile fin d’ora gareggiare per i beni, offrendo almeno il doppio della stima minima. L’aggiudicazione avviene entro 15 giorni dalla presentazione della prima offerta. Dopo il 13 settembre, tutti i lotti residui confluiscono in due tornate d’asta, fissate rispettivamente per il 22 e il 25 ottobre.

Il 20 giugno scorso si è svolta l’asta per la vendita del cuore dell’ex gruppo Angelini, la clinica Villa Pini d’Abruzzo aggiudicata per una somma di 31 milioni e 50 mila euro al policlinico Santa Maria de Criptis, gruppo che fa capo all’imprenditore Carmine De Nicola.