L’AQUILA – “Non era una villa su due livelli con piscina e vista mare a ospitare la famiglia di Massimo Cialente, ma un appartamento senza angolo cottura, con vista sulla statale e una piccola vasca centrale, scomodo e rumoroso. E comunque, il sindaco dormiva all’Aquila, in un camper”.
Quasi un anno dopo, si chiude forse definitivamente il “giallo” della sistemazione estiva di Cialente e dei suoi familiari, esploso sulle pagine del Giornale e rilanciato in Parlamento con più di un’interrogazione. A rendere nota la risposta del ministro per i rapporti con il Parlamento, Elio Vito, che “scagiona” il primo cittadino, è stato il parlamentare del Partito democratico, Giovanni Lolli (nella foto), autore a sua volta di un’interrogazione.
“Vito – ha detto Lolli – non ha risposto a me, ma al parlamentare del Pdl Amedeo Laboccetta. Poco male, benché tardiva, la sua risposta è esauriente e definitiva. La mia considerazione politica è che sul sindaco si è orchestrata una campagna quando si discuteva il decreto nazionale e Cialente si era visto costretto a manifestare con forza il suo dissenso. Si trattò di un vero atto di intimidazione, affinché, e me ne assumo le responsabilità a dirlo, facesse, per così dire, il bravo”.
A scanso di equivoci, Lolli ha voluto mettere le mani avanti per il futuro: “Oggi – ha aggiunto – visto che siamo in una nuova fase di inevitabile protesta, non vorrei che qualcuno provasse di nuovo a delegittimare l’immagine del sindaco, vista l’assoluta invenzione che dovette subire l’estate scorsa”.
Dal canto suo, Cialente ha spiegato che tre mesi fa ha già sporto denuncia su questa faccenda e al di là della risposta del ministro Vito non ha intenzione di occuparsene ancora. (alb.or.)



