L’AQUILA – Migliaia di persone, nonostante il maltempo, hanno riempito ieri vie, piazze e cortili del centro storico dell’Aquila per la quarta edizione del “Jazz italiano per le terre del sisma”, nella tappa conclusiva che nei giorni precedenti aveva toccato Camerino (Macerata), Scheggino (Perugia) e Amatrice (Rieti).

Sabato, l’anteprima a piazzetta del Sole con Piero Odorici, Roberto Rossi, Roberto Tarenzi, Sefano Senni e Adam Pache, un crescendo di pubblico davanti a una jazz band resident, per un concerto serale in collaborazione con Umbria Jazz club e Italia jazz club.

Domenica, il suggestivo avvio in mattinata nella basilica di San Bernardino con i “100Cellos”, ensemble sperimentale di violoncelli con arrangiamenti dinamici e originali.guidata dal giovane teramano Enrico Melozzi insieme al più navigato Giovanni Sollima.

“Siamo qui per la ricostruzione e per la musica che è capace di tendere la mano a tutto quello che la vita ci presenta, andando oltre il dolore e la fatica”, ha detto il direttore artistico della manifestazione, Paolo Fresu, annunciando che dall’anno prossimo il festival sarà un appuntamento fisso, e salutando la città insieme al sindaco Pierluigi Biondi e a direttore generale degli eventi dal vivo del Ministero dei beni e delle attività culturali, Onofrio Cutaia.

Davanti al “ground zero” della Casa dello studente, in via XX Settembre, sono risuonate le note dell’album Origami del cantautore Joe Barbieri.

In serata, il gran finale all’Emiciclo con Simona Molinari, Petra Magoni e Ambrogio Sparagna.