L’AQUILA – “Non siamo semplicemente un circolo di bridge, la nostra missione si incentra e si basa sulla preziosa memoria storica di circa due secoli della città dell’Aquila. Il nostro obiettivo è di occuparci di sociale anche attraverso la beneficenza in un contesto in cui prevale la voglia di incontrarsi e socializzare, abbinando a tutto ciò il gioco delle carte”.

A spiegare ad AbruzzoWeb che cosa è ed i principi ispiratori del Circolo aquilano, la più antica associazione culturale cittadina, è la prima vice presidente donna, Lucia Miconi, in sella dopo le elezioni che si sono svolte quest’anno.

Fondato nel 1865, in questo percorso pluri secolare ha scandito e accompagnato le fasi della vita cittadina, raccogliendone segreti, vizi e virtù: il circolo è sempre stato molto frequentato da centinaia di soci e guidato da presidenti “pescate” tra figure di spicco nelle professioni, sia pubbliche sia private, e nella politica.

La presenza femminile nella governance, rappresenta una novità assoluta ed anche un segnale di crescita considerando che la storia del circolo fa emergere il fatto che è stata preponderante la componente maschile.

“Frequento questo ambiente fin da bambina – ricorda la Miconi – e ricoprire oggi questo ruolo, mi riempie d’orgoglio. Ancora oggi resto incantata difronte ai racconti legati alla storia che questo club prestigioso racchiude. Storie di vita, uscite di scena dalla memoria collettiva e per questo ancora più preziosa, fatte di volti noti e cari alla città, come il nonno della senatrice Elena Marinucci, o Paolo Mantini, il fondatore della Corale Gran Sasso, che hanno frequentato il circolo, portando non solo la loro esperienza nel gioco delle carte ma anche la loro cultura e la voglia e la capacità di trasmetterla e condividerla”.

Anche attraverso la presenza rosa, il nuovo direttivo vuole “attirare” le nuove generazioni per dare un futuro a questa storica esperienza.

“Le colonne portanti attuali – aggiunge Miconi – hanno ancora molto da raccontare sull’Aquila e la sua lunga storia, ma abbiamo bisogno della gioventù, che raccolga questi ricordi, li tramandi ancora, a chi la bellezza della nostra città non ha potuto conoscerla, perché nato a cavallo o poco prima della disgrazia che ci ha colpiti nel 2009. Come vice presidente dedico e dedicherò molto tempo affinché sia possibile portare anche una ventata di cambiamento e nuove idee associative, È fondamentale che L’Aquila abbia i suoi spazi sociali, sono fondamentali per la rinascita di cui parliamo da quasi 10 anni”, spiega ancora.

Fino al tragico terremoto del 6 aprile 2009 la sede era sotto i Portici in uno spazioso ed elegante appartamento di palazzo Federici, poi è stata trasferita in alcuni locali della banca Bper in via Pescara, e attualmente si trova in via Tedeschi, accanto all’ex distretto militare, nelle vicinanze della basilica di San Bernardino, “in attesa di tornare al più presto nella storica sede in centro”.

Il presidente è l’onorevole Romeo Ricciuti, storico esponente della Democrazia cristiana, rieletto nei mesi scorsi, gli altri componenti sono Paola Marchesani (segreteria), Ennio Menchini (economo-tesoriere), la senatrice Elena Marinucci, altra storica politica aquilana, come Ricciuti con ruoli ed incarichi nazionali, Edoardo Alvino, il capo redattore del quotidiano Il Messaggero Angelo De Nicola, l’ex sindaco di Poggio Picenze Antonio Galeota e Corrado Liberatore.

Il primo presidente è stato Giovambattista Dragonetti de Torres, al quale si sono susseguiti, nei 150 anni successivi, Ubaldo Bafile, Vincenzo Camerini, Gianlorenzo Centi, Carlo Perrone, Ettore Ciarletta, Gustavo Marinucci, Carlo Rossi, Gaetano Bellissari, Francesco Rossi, in due diversi periodi, Aleandro Equizi, Carlo Maria Mantini, Matteo Rainaldi e Gianfranco Sciarra.

È aperto tutti i pomeriggi, dalle 16 alle 20 e per iscriversi è necessario recarsi di persona nella sede e pagare una quota di 10 euro mensili.

Al primo posto del programma “elettorale” del nuovo direttivo è il ritorno nella storica sede: anche gli aquilani non associati sanno che nella storica sede, praticamente in piazza Duomo, sotto i Portici, si accedeva da un massiccio portone di legno, e che all’interno, custodiva gli antichi tavoli di biliardo e un bar, in stile ottocentesco.

“Ovviamente – spiega ancora il vice presidente – noi speriamo di rientrare nei nostri locali, stanno facendo i lavori, i tavoli da biliardo non hanno subito danni con il terremoto e sono custoditi in attesa di tornare al loro posto”.

Nelle sedi provvisorie, hanno trovato posto i numerosi documenti, carteggi e fotografie che raccontano la storia di questo luogo.

“È stato emozionante fare un tuffo nel passato, un passato fatto di cose belle e anche importanti per il sociale. Qui, non si è mai giocato solo a bridge, burraco o scala 40, ma c’è stata sempre la voglia di cercare di dare una mano alle persone in difficoltà, veicolando, con i soci, iniziative benefiche”.

Per tanti anni, grazie ai soci, è stata organizzata la Befana per i bambini meno fortunati, che nella ricorrenza del 6 gennaio ricevevano doni e dolci, e il “Ballo dei Moccoletti”, “che serviva a raccogliere fondi da destinare a varie cause”.

E per questo, oggi il vice presidente, sta cercando, insieme al presidente e agli altri membri del direttivo, di “creare un nuovo interesse, che spinga le nuove generazioni ad iscriversi, a partecipare, affinché questo posto e la memoria che custodisce, non vadano persi”.