L’AQUILA – Mancano 13 giorni al termine ultimo per presentare le liste dei candidati alle elezioni regionali abruzzesi del 25 maggio: nel centrosinistra si litiga intorno alle candidature imbarazzanti e trasformiste mentre il centrodestra è alle prese con difficili equilibrismi per ricompattare la coalizione. Intanto, Movimento 5 stelle e Rifondazione attendono al varco, seguiti a ruota dal movimento civico di Pio Rapagnà.

QUI CENTROSINISTRA

In casa Pd la grana da risolvere resta quella dei transfughi del centrodestra pronti a candidarsi nelle accoglienti liste civiche di Luciano D’Alfonso, il candidato presidente del centrosinistra.

Daniela Stati, consigliere regionale eletta nel 2008 con il Pdl e poi confluita in Futuro e libertà, ex assessore della giunta Chiodi così come Angelo Di Paolo, eletto con Rialzati Abruzzo. Ma fa discutere anche Giorgio D’Ambrosio, l’ex sindaco di Pianella del Pd, e sopratutto contestato ex-presidente dell’Aca, l’azienda che si occupa a Pescara di ciclo idrico.

Ipotetiche candidature che, oltre a creare malumori interni tra i democrat, hanno spinto gli alleati di Sinistra ecologia libertà, Italia dei valori e Comunisti italiani a sbattere i pugni sul tavolo e a minacciare di uscire dalla coalizione. Una decisione dovrebbe arrivare entro lunedi, per evitare che la vicenda avveleni ulteriormente il clima nel centrosinistra.

L’aspirante governatore D’Alfonso ha spiegato ieri che “c’è una selettiva selezione della coalizione. Io ho l’impegno di confrontarmi con i partiti e due di questi hanno sollevato il problema della grandezza della coalizione confermando che c’è una riflessione in corso su Di Paolo e D’Ambrosio”. Nessun accenno, invece, alla candidatura della Stati.

A chiedere di mettere la parola fine a questo dannoso stillicidio di polemiche anche il diretto interessato Angelo Di Paolo, che ad AbruzzoWeb conferma la sua determinazione a candidarsi in una delle liste civiche del presidente D’Alfonso e smentisce categoricamente le voci relative ad una possibile exit-strategy che lo vedrebbe fare un passo indietro sostituito in lista dal figlio Antonio Di Paolo, sindaco di Canistro, giusto per garantire un seggio in famiglia.

“Chi mette in giro queste voci assolutamente inventate e prive di fondamento lo fa solo perché non ha argomenti, perché vuole solo avvelenare il clima – protesta Di Paolo padre – Ribadisco la mia determinazione a candidarmi con D’Alfonso, e spero che una decisione venga presa il prima possibile, decisione che ovviamente non dipende da me.”

In merito alla vicenda, anche alla luce delle direttive del partito nazionale, il segretario regionale del Pd Silvio Paolucci sottolinea che “la priorità è la tenuta della coalizione”. Ergo sacrificare Di Paolo e Stati, o uno dei due.

Ma c’è chi teme anche un esito diverso, con il seguente algebrico ragionamento politico: per gli alleati ribelli i tempi sarebbero molto, troppo stretti per lanciare una candidatura alternativa a D’Alfonso, e fortissimo sarebbe il rischio di superare lo sbarramento previsto dalla legge elettorale. Quindi D’Alfonso e l’ala “aperturista” in teoria potrebbero anche forzare la mano, costringendo gli alleati a fare buon viso a cattivo gioco.

Scenario che smentisce il coordinatore regionale Idv, Alfonso Mascitelli, sconfitto da D’Alfonso alle primarie: “Abbiamo chiesto un incontro chiarificatore e si spera definitivo con il Pd sulle candidature secondo noi improponibili, e non posso credere a ipotesi di questo genere”.

Ma le sue parole suonano più come un auspicio che come una certezza. Il candidato del Sel aquilano Giustino Masciocco, consigliere comunale, che nel 2008 alle Regionali prese quasi mille voti, taglia preventivamente la testa al toro: “O io o Di Paolo, se l’ex esponente del Pdl sarà in lista, sarò io a non candidarmi, perché voglio rimanere coerente con i principi e i patti che avevamo sottoscritto prima delle primarie”.

E sempre in tema di presenze indigeste di esponenti del centrodestra delle liste civiche collegate al presidente D’Alfonso, a Sulmona si registra un’altra levata di scudi: il Pd locale è pronto a fare un passo indietro sulla candidatura già ufficializzata da tempo alle elezioni regionali di Luciano Marinucci, se fra le liste ci sarà anche l’ex Udc Andrea Gerosolimo, che nel frattempo ha già tappezzato la città di manifesti elettorali.

Allineati e coperti invece gli alleati dell’aggregazione politica di Centro democratico. Lunedì a Pescara il segretario nazionale Bruno Tabacci, Daniele Toto, imprenditore abruzzese, ex-onorevole di Futuro e libertà e ora aderente al Partito Liberale , e Gino Milano, consigliere regionale di Alleanza per l’Italia, ufifcializzeranno l’appoggio a D’Alfonso. I due saranno anche all’Aquila, dove si schiera con Cd l’ex vice sindaco Giampaolo Arduini.

A tal proposito si registra la posizione a dir poco articolata di Berardo Rabuffo, consigliere di Futuro e Libertà, che annuncia di non ricandidarsi per una motivazione ben precisa.

“Io vengo dalla destra sociale, ho fatto opposizione a Gianni Chiodi per le mancate risposte in tema di sanità, ricostruzione e molto altro – premette – Ora, però, in Consiglio regionale non mi troverei a mio agio nel banchi del centrosinistra. Aspetto che nasca un centrodestra che mi rappresenti. Darò però una mano al candidato teramano di Toto, persona di cui ho stima e con cui ho condiviso l’esperienza di Fli, pur non condividendo la scelta di Centro democratico di appoggiare D’Alfonso’’

Più lineare e netta è invece l’intenzione di Rabbuffo di candidarsi in alternativa a sindaco di Teramo.

Guarda con interesse agli sviluppi in casa centrosinistra il candidato presidente di Rifondazione comunista Maurizio Acerbo. Che spiega ad AbruzzoWeb: “Noi lavoriamo a una lista di sinistra e ambientalista che, come la lista Tsipras, vada oltre Rifondazione. Penso che tutti gli abruzzesi di sinistra che hanno a cuore la questione morale auspichino che ci sia una lista unitaria alternativa al caravanserraglio dalfonsiano. E non capiamo cosa Sel e Idv stiano ancora a fare con D’Alfonso”, sbotta.

”Ormai però non ci credo più. Non si capisce cosa altro debba fare D’Alfonso per spingerli a un ravvedimento operoso”, conclude.

QUI CENTRODESTRA

Il centrodestra, ormai non ci sono più dubbi, ricandida alle regionali il presidente uscente Gianni Chiodi. Dopo forti tentennamenti l’alleanza tra Forza Italia e Nuovo centro destra sembra consolidarsi dovunque. Anche grazie all’intermediazione dell’Unione di centro, passata in Abruzzo armi e bagagli nel centrodestra dopo 6 anni di opposizione, e alleata a livello nazionale con Ncd.

Un idillio tattico sbocciato in primis a Montesilvano (Pescara), dove Nuovo centro destra e Forza Italia appoggiano il candidato sindaco Francesco Maragno, così come in molti altri centri dove si vota alle Comunali.

Unica eccezione è rappresentata da Pescara, dove Forza Italia appoggia il sindaco uscente, Luigi Albore Mascia, mentre gli alfaniani l’attuale presidente della Provincia, Guerino Testa e la quadra non è stata trovata neanche dopo mesi e mesi di trattative.

Uniti in Abruzzo, e divisi nella città più popolosa d’Abruzzo, che politicamente non è certo il massimo agli occhi di un elettorato sempre più disorientato.

Ma spiega a questo giornale Nazario Pagano, il coordinatore regionale di Forza Italia: “Ho incontrato a Montesilvano la senatrice Ncd Federica Chiavaroli, e ha convenuto con me che bisogna fare un ultimo tentativo di convergenza anche a Pescara”.

A scanso di equivoci, però, ieri Testa ha inaugurato il suo comitato elettorale e presentato il cartello di 4 liste che lo appoggia: Nuovo centro destra, Unione di centro, Rinascita Popolare, Pescara in Testa.

Per quanto riguarda le liste per la Regione, Pagano assicura che “spero di chiuderle il prima possibile. La difficoltà che incontriamo nel completarle è in realtà un ‘happy problem’, perché abbiamo molti bravi amministratori che, legittimamente, ambiscono a una candidatura in numero ben superiore ai posti disponibili. Nomi non ne faccio, ma posso dire che molti consiglieri regionali uscenti saranno ricandidati”.

Altro nodo nel centrodestra era rappresentato dalle divergenze all’interno degli alleati di Fratelli d’Italia tra l’assessore regioanale Giandonato Morra, convinto della necessità di correre nel centrodestra a sostegno di Chiodi. Una linea non condivisa dal consigliere regionale Emiliano Di Matteo e da Antonio Tavani, vice presidente della Provincia di Chieti, a cui questa alleanza sta stretta.

Ma ieri gli eredi di An hanno rotto gli indugi: dal coordinamento regionale è arrivata l’ufficializzazione dell’appoggio a Chiodi perché “solo l’unità più ampia di forze omogenee su programmi concreti può assicurare il successo”.

GLI ALTRI

Nel Movimento 5 stelle non si registra nessuna particolare fibrillazione, anche perché difficilmente le racconterebbero ai giornalisti. Venerdi all’Aquila la giovane candidata presidente, Sara Marcozzi, ha presentato i 29 candidati abruzzesi che hanno un’età media di quarant’anni e sono quasi tutti alla loro prima esperienza.

Idillio dei partiti nascenti, senza ancora problemi con i signori delle preferenze, correnti e professionisti della politica a cui garantire un seggio, in attesa di sapere anche le mosse dell’ex parlamentare e alfiere della ricostruzione post-sisma delle case popolari Pio Rapagnà.