L’AQUILA – Un sistema antincendio innovativo che applica la tecnologia dei droni nell’ambito della sicurezza stradale è installato sotto il traforo del Gran Sasso dal 2014, ma ancora in via sperimentale e pertanto solo parzialmente utilizzabile.

Il caso ha voluto che l’incendio del bus del 16 aprile scorso, avvenisse a 200 metri di distanza da questo sistema automatico di spegnimento, che quindi non è entrato in funzione, sottolineando così la necessità di dare seguito ad un progetto di messa in sicurezza lasciato a metà, per le valutazioni di costi e fattibilità ancora in corso.

iTunnel, il progetto studiato dalla Gruppo Servizi Associati (Gsa) di Udine, in fase di test per la successiva possibile omologazione da parte della Commissione europea, si compone di un drone programmato per intervenire in situazioni di pericolo, con telecamere anche a infrarossi e sensori per il rilevamento di gas tossici e infiammabili, sensori di temperatura e monitori orientabili con una portata di 1000 litri al minuto per lo spegnimento dell’incendio.

Scorrendo su dei binari, montati lungo la galleria, permetterebbe l’intervento in punti dove i mezzi a terra non potrebbero arrivare, per gli ostacoli o i veicoli fermi sulla carreggiata.

Il programma di ricerca iTunnel ha richiesto un investimento di circa 2 milioni e mezzo di euro da parte della Gsa ma la sua implementazione per tutta la lunghezza del traforo “è ancora al vaglio a causa dei costi elevati”, come spiega ad Abruzzoweb l’ufficio stampa di Strada dei Parchi, precisando anche che “le due canne del traforo del Gran Sasso sono state prestate da Strada dei Parchi per consentire appunto la sperimentazione di questa tecnologia innovativa”.

Tecnologia di cui non è stato possibile valutare l’efficacia, almeno in questo caso, perché posta a copertura solo dei 300 metri di carreggiata, su 11 chilometri di lunghezza complessiva della galleria, che riguardano l’ingresso dei Laboratori nazionali di Fisica nucleare, un punto considerato critico per il restringimento delle corsie e le conseguenti maggiori difficoltà di intervento dei mezzi a terra in situazioni di pericolo come il divampare di un incendio.