FRANCAVILLA – Puntuali, alle mezzanotte tra domenica 18 e lunedì 19, le prime luci iniziavano a “graffiare” il cielo della riviera adriatica.

I “Fuochi di San Franco”, i tradizionali “spari” organizzati sul pontile “Sirena”, da sempre molto attesi e considerati grande attrazione nella zona turistica di Francavilla al Mare (Chieti) quest’anno hanno avuto un senso diverso rispetto alle scorse edizioni, così come in realtà tutte le feste patronali culminate con i tipici fuochi pirotecnici in questa estate: tutte hanno l’acre retrogusto di una tragedia ancora troppo vicina.

È passato poco tempo dallo scorso giovedì 25 luglio, quando alle 10 del mattino un fortissimo boato dovuto a un’esplosione improvvisa ha strappato alla vita Alessio Di Giacomo, Mauro Di Giacomo, Federico Di Giacomo e Roberto Di Giacomo, che proprio in quella funesta mattina stavano lavorando nella loro fabbrica “di botti” sita in Contrada Villa Cipressi di Città Sant’Angelo.

Francavilla ha voluto andare avanti con i festeggiamenti e dedicare i fuochi proprio ai Di Giacomo che da anni si occupavano dello spettacolo pirotecnico della Festa di San Franco.

In occasione dei festeggiamenti del Santo Patrono Andrea di Pescara, era stata forte la polemica nei confronti di una scelta “last minute” di portare avanti comunque lo spettacolo pirotecnico sul mare.

Ieri invece non c’è stata polemica, il valore dello spettacolo  di circa 25 mila euro è stato donato proprio ai parenti delle vittime.

A occuparsi del lungo ed emozionante “show” durato circa 40 minuti, al posto della ditta Di Giacomo ci ha pensato l’associazione nazionale dei pirotecnici che con cinque ditte ha saputo ricreare una magica atmosfera.

Tra le ditte contattate per l’evento sono state al lavoro Vaini Fireworks di Frisa, Alessi Event’s di Appignano sul Tronto, Parente Fireworks di Melara di Rovigo, Martarello Fuochi d’Artificio di Arqua Polesine, Borgonuovo fuochi pirotecnici di Inzago di Milano.

Lo spettacolo è stato insolito, non sono mancati effetti scenografici particolari come le piattaforme in acqua che hanno dato origine a delle vere e proprie fontane di luce.

In migliaia si sono riversati con largo anticipo lungomare e in spiaggia per poter prendere il posto migliore da cui godere della bellezza dei fuochi.

Non sono mancate lacrime di commozione di quanti, con il naso all’insù, hanno immaginato che i Di Giacomo potessero vedere lo spettacolo da un posto d’onore: gli stessi artisti dell’arte pirotecnica forse sono stati anche i destinatari dell’applauso finale nella notte dell’omaggio e del ricordo.

I fuochi poi sono terminati con i tre “botti” finali che caratterizzavano gli spettacoli dei Di Giacomo. Alessandra Renzetti