ROMA – Una delegazione tutta al femminile dell’assemblea cittadina del presidio permanente di piazza Duomo, composta da Anna Lucia Bonanni, Giusi Pitari e Sara Vegni (nella foto), è tornata oggi a Roma, nella sala del Mappamondo della Camera dei Deputati, per “ristabilire le proporzioni di ciò che è accaduto il 7 luglio” durante il corteo romano di 5 mila aquilani, e dire che “non ci sono state provocazioni, né da parte degli aquilani né dei non aquilani”.

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La Pitari, prorettore delegato dell’Università dell’Aquila, è partita dall’inizio, ricordando le richieste alla base della manifestazione, riassunte nello slogan “Sos Ricostruzione”: sospensione delle tasse, occupazione e sostegno all’economia. “Un trattamento – ha detto – pari a quello ricevuto in passato da altre zone terremotate”.

Il piatto forte della conferenza è stato, però, quando Sara Vegni ha affrontato la spinosa questione degli “infiltrati”, di cui i comunicati della Questura della Capitale hanno lamentato la presenza, addossando loro la responsabilità degli scontri: “I presenti non aquilani – ha detto – erano con noi per esprimere solidarietà. È una falsità definirli provocatori”.

A sostegno di questa tesi sono stati proiettati tre spezzoni di video che ritraggono alcuni momenti salienti della manifestazione: l’arrivo degli autobus, scortati da polizia e vigili a piazza Venezia, i blocchi e il ferimento di uno dei manifestanti in via del Corso e il blocco in via del Plebiscito, sotto palazzo Grazioli.

Incalzate dalle domande dei giornalisti, tutte e tre le donne hanno ribadito che da parte dei manifestanti non ci sono state provocazioni: “Non me l’hanno fatta portare qui dentro – ha spiegato la Vegni – ma avevo con me una delle bandiere neroverdi utilizzate per la manifestazione: bandiere leggerissime, dall’asta in plastica”.

“Penso – ha aggiunto la Bonanni – che se l’intento fosse stato di aggredire le forze dell’ordine, di provocarle, le persone non avrebbero avuto i volti scoperti né le mani alzate. Conosco chi era in prima fila, potrei nominarveli uno per uno”.

Il discorso si è poi spostato sulle responsabilità istituzionali, sul dialogo che dovrebbe esserci tra popolazione e istituzioni locali, e tra istituzioni locali e politici nazionali. A quel punto ha preso la parola dal pubblico il parlamentare del Partito democratico, Gianni Lolli, che ha ricordato: “Ho preparato un’interrogazione parlamentare e l’ho già consegnata”.

L’incontro si è chiuso con nuove sollecitazioni dei cronisti sulla proposta di confronto, anticipata da AbruzzoWeb, tra il commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi, e il suo vice, Massimo Cialente, che nei giorni scorsi hanno offerto tesi discordanti sulla disponibilità e l’utilizzo dei fondi per la ricostruzione.

Ma sul confronto c’è ancora da lavorare: “Ci sarà presto”, è stata la risposta sibillina del trio.