PESCARA – Lo scorso novembre, presso l’Aurum di Pescara, in occasione dei 130 anni dalla fondazione dell’azienda De Cecco, la creazione di un francobollo ne suggella l’unione con Poste Italiane per la promozione della preziosità di ciò che è antico.
Una stretta di mano, retaggio degli accordi tra signori come il cavalier Filippo Antonio De Cecco e Pietro La Bruna, responsabile filatelia di Poste Italiane, simboleggia comunità di intenti chiari e bollati.
Una pausa di riflessione sui valori più profondi della vita è stata condivisa in un evento memorabile, che profuma di passato e di ricordi.
Un cortile condominiale, vecchie biciclette e un pavimento malconcio su cui saltellare a piedi alterni. Un vermicello, una graffetta, un filo rubato a casa e un rivolo d’acqua con qualche malcapitato animaletto.
Anche un pallone consumato e quattro pali piantati al suolo potevano bastare. Una tavola imbandita, almeno tre sedie occupate dai soliti affamati commensali e tanti racconti da condividere assieme a quel piatto di pasta.
Si giunge ai videogiochi sul tablet e alla barretta al distributore automatico.
Due realtà, due epoche: c’è chi definisce questo stravolgimento “evoluzione”, chi “anestetico con pericolosi effetti collaterali, to handle with care”.
Il progresso facilita, accelera, ottimizza la comunicazione deformandone totalmente i canoni. Il travaglio del tempo dilatato, il logorio dell’attesa e la macchinosa trattativa commerciale “a tu per tu” possono essere lubrificati dalla tecnologia mediante operazioni in tempo reale, online.
Effetti collaterali: perdita degli altri sensi, incluse le percezioni emotive. Per capire meglio basta fare ancora qualche scalino indietro fino in soffitta, la memoria di casa, per giungere a un faldone che nasconde odore di umidità e infiniti francobolli, quadratini di carta smerlata nonché biglietto di viaggio delle cartoline.
Quelle pillole d’affetto, ornate dall’unicità della calligrafia del mittente, sono vere prove di tempo investito per condividere, con chi è lontano, attimi immortalati da terzi. Il 2016 controbatte così: clic, foto con didascalia in cronologie chat infinite o su bacheche ricolme di annunci e banner, fine.
“La magia dell’attesa, l’emozione dell’ignoto e la sospensione che regala il tempo in cui la nostra cartolina viaggia restano insostituibili da qualsiasi pixel – concorda La Bruna – La lettera ingiallita che sfreghiamo e talvolta inumidiamo con silenziose lacrime di nostalgia o melanconia, per quanto datata e demodé, ha una vita più lunga della nostra”.
“La soffitta non muore con il segreto di una password, custodisce un archivio ed è fisicamente parte di un nostro corredo memoriale”, rimarca.
Così come la dispensa continua a custodire, paziente, preziosi pacchi di pasta. La lunghissima essiccazione, l’attesa prima dell’arrivo del grano giusto e la consistenza ottimale emozionano quanto l’odore del sugo che borbotta per ore, che sia esso opera della domestica, della nonna o di un suo alter-ego industriale.
Il conciso suono del distributore emette calorie, anonimo carburante da sopravvivenza fino al rientro a casa, da sbocconcellare sull’uscio dell’ufficio o masticare in auto mentre la mente pensa a come meglio investire i preziosi minuti di pausa.
Per quanto tasty, quel break non può avvolgere papille e cuore come la salsa fatta in casa, prezioso feticcio dello studente fuori sede o del lavoratore nostalgico.
Mentre si continua a correre e investire migliaia di euro per essere sempre più veloci, capita di soffermarsi su alcuni concetti: a breve una forchettata di cavi elettrici sarà decisamente meno appetitosa di qualche minuto in famiglia trascorso ad aspettare che quell’acqua bollente dia qualcosa di decisamente più sano e genuino da “imprizzicare”.
Se quella tavola fosse apparecchiata anche a pranzo i figli sarebbero ammutinati solo dal boccone troppo grosso per le loro piccole avide fauci e non da silenzi che celano chissà quante frasi non dette, carezze omesse e domande non poste.
Alle ore 13 del 18 novembre scorso, tavoli imbanditi a festa attendono più di 500 invitati.
Le imponenti voci de Il Volo, la presenza di numerose autorità e della storica famiglia De Cecco che accoglie gli ospiti con calore ed eleganza, adornano il festoso l’evento di solennità.
Il sapore che rimane in bocca al termine della giornata resta quello dell’ottimo convivio: il collante del francobollo è il rinfresco finale, sede in cui l’alta cucina per grandi numeri dello chef Heinz Beck esalta materie prime d’eccezione.
Dopo secoli di italianità si può ancora affermare che ad accomunare la villa del notaio, la dimora caotica del pittore, la tana minimalista del gruppo di studenti fuori sede e l’affollata casa della classe operaia rimangono ancora quella dispensa e quella soffitta.



