TERAMO – Un bidet nel corso principale di Teramo. un gesto ironico a sostegno dei lavoratori dell’Hatrya di Sat’Atto, che produce apparecchi igienici e sanitari in ceramica per il bagno,e  dove da tre settimele i lavoratori sono mobilitati per evitare  55 licenziamenti su un organico di 185 dipendenti.

Autori del gesto l’associazione Propettiva comune, che invitano a leggerla come una dura provocazione nei confronti della proprietà, ovvero il fondo CoBe Capital LLC che ha acquistato l’Hatria dal gruppo Marazzi, a sua volta proprietà di Mohawk Industries,  per una somma simbolica. E che in questi anni accusano lavoratori e sindacati, “non ha mai investito o ricapitalizzato l’azienda, limitandosi a gestire il valore del capitale lasciato dal gruppo Marazzi”, portando avanti “un atteggiamento assolutamente speculativo, che non lascia spazio a nessuna soluzione percorribile”.

“Un ragionevole motivo per mettere un bidet nella piazza centrale della città non è mai mancato in questi anni di mala-amministrazione – spiega in una nota – ma non potevamo farci sfuggire un occasione così appropriata.Gli operai dell’Hatria sono giunti alla terza settimana di sciopero stazionando e dormendo davanti      gli stabilimenti ininterrottamente”.

“I giorni scorrono – aggiunge Prospettiva Comune – e la vertenza non avanza di un centimetro l’azienda o meglio il fondo estero d’investimento, non vuole trattare su niente perchè sa che vincerà licenziando e dividendo gli operai nei giorni venturi. I giorni delle scelte di chi rimane dentro e chi verrà sbattuto fuori”.

“Passata la testa la polvere si poserà così l’amministratore delegato tornerà dalla vacanza forzata come se nulla fosse con aria tronfia in nuovi abiti da imprenditore. Per questo con un gesto ingenuo ma pubblico gli abbiamo voluto ricordare che il bidet che produce, universalmente, non lo si adopera per la pulizia del viso salvo non abbia compreso, nel suo personale caso, che l’utilizzo inverso è quello più corretto”, conclude Prospettiva comune.