L’AQUILA – “Hadi Zaiter studiava all’Aquila per diventare ingegnere. Non scoprirà mai cosa avrebbe realizzato, quanti sogni avrebbe coronato, che vita avrebbe vissuto. Le bombe che il governo israeliano guidato dal criminale Netanyahu sta lanciando da giorni sui territori del Libano lo hanno ucciso insieme alla famiglia”.
Così, in una nota, la consigliera comunale Simona Giannangeli, di L’Aquila Coraggiosa, sulla tragica morte dello studente internazionale, libanese di 25 anni, iscritto al secondo anno della laurea magistrale di Ingegneria civile all’Università dell’Aquila, che ha perso la vita in un bombardamento avvenuto a Baalbek lunedì scorso, 23 settembre. Insieme a lui sono morti anche madre, padre e due dei suoi tre fratelli.
“Ho letto varie dichiarazioni relative a questo ennesimo crimine del governo israeliano, intrise di cordoglio, di sentimenti di vicinanza e caratterizzate dall’idea che sia necessario il cessate il fuoco – osserva Giannangeli – Ma un cessate il fuoco dove? E, soprattutto, da parte di chi? Perché questo non l’ho letto”.
“Si deve avere il coraggio di affermare e riconoscere che il cessate il fuoco debba avvenire in Palestina da parte del governo israeliano – sottolinea -, Palestina martoriata da quasi ottanta anni di occupazione israeliana, nella Striscia di Gaza sottoposta costantemente ad attacchi israeliani e nell’ultimo anno a bombardamenti israeliani che mirati ad eliminare il popolo palestinese, che il cessate il fuoco debba avvenire sempre da parte del governo israeliano in Libano dove negli ultimi giorni l’aviazione israeliana ha ucciso più di seicento persone”.
“Hadi Zaiter è stato ucciso dall’azione criminale del governo israeliano – rimarca Giannangeli -, che non riconosce il diritto di esistenza del popolo palestinese e di quanti sostengono il diritto della Palestina ad essere Stato libero ed indipendente. Hadi Zaiter deve essere ricordato con parole forti e chiare, altrimenti si tratta del consueto passaggio retorico condito di dolore, di sgomento e di neutralità. Non è così che si impediranno le uccisioni di altri Hadi Zaiter”.
“Si deve avere il coraggio di condannare il governo israeliano, di rivendicare il diritto di esistenza del popola palestinese, bisogna chiedere che Nethanyau sia incriminato per reati contro l’umanità, bisogna che proprio l’Ateneo aquilano dell’Aquila interrompa i progetti ed i programmi di ricerca in corso in collaborazione con Israele, perché non si può esprimere cordoglio per la morte di un proprio studente e continuare a collaborare con un governo che ha causato la sua morte. Occorre rispetto nei confronti degli uccisi, occorre coraggio nello schierarsi in quello che non è il conflitto israelo-palestinese, ma il genocidio del popolo palestinese ad opera di Israele, che oggi come ieri estende l’azione criminale anche in Libano”.
“Occorre nominare e contrastare la completa e pericolosa deriva fascista di questo stato italiano che vieta la manifestazione per il popolo palestinese, comprimendo fino ad eliminare il diritto costituzionale a manifestare. Di questo bisogna parlare”, chiosa Giannangeli.





