L’AQUILA – “Ci sono domande a cui chi ha l’onore e l’onere di rappresentare i cittadini non può sottrarsi e deve assumersi la responsabilità di rispondere. Il prolungato silenzio della Giunta Marsilio su quanto sta accadendo nella Asl 1, e con un effetto domino in tutto l’Abruzzo, è inaccettabile. La gravità della situazione è espressa anche dagli operatori sanitari, ai quali ribadiamo la nostra più totale solidarietà. A loro va anche il nostro ringraziamento poiché continuano a svolgere il lavoro con abnegazione anche in situazioni estreme. Per questo sosteniamo convintamente le richieste del Conaratos, Comitato nazionale di rappresentanza e tutela degli operatori sanitari, che oggi, attraverso una lettera, chiede chiarezza e informazioni alla Asl 1 riguardo all’attacco hacker che ha paralizzato il server dell’Azienda sanitaria”.

Ad affermarlo è il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Giorgio Fedele, tra i primi a intervenire sull’emergenza nella Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila a seguito del grave attacco informatico “da cui sarebbe derivata non solo la perdita della quasi totalità dei dati supportati dal sistema informatico generale di cui è dotata l’Azienda, ma anche e soprattutto la traslazione di dati sensibili a dei criminali”, secondo quanto riferito dal Comitato nazionale di rappresentanza e tutela operatori sanità (Co.na.ra.tos.).

In una lettera indirizzata al direttore generale della Asl provinciale dell’Aquila, Ferdinando Romano, e al presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, il Comitato operatori sanità ha chiesto “di conoscere se prima dell’attacco siano stati adottati adeguati sistemi di sicurezza ed inoltre di riferire se venivano effettuate sistematiche e frequenti operazioni di backup  dei suddetti dati, anche con riferimento alla specifica disciplina dei sistemi di sicurezza di dati sensibili”.

E ha aggiunto che, “nel caso non siano stati adottati adeguati sistemi di protezione, questo Comitato si riserva di avviare ogni opportuna iniziativa di tutela degli utenti e dei dipendenti della Asl in ogni consentita sede e, eventualmente, anche mediante costituzione di parte civile nei procedimenti che saranno attivati dai singoli utenti e dipendenti”.

Secondo Fedele: “Le rimostranze del Comitato confermano quanto, come Movimento 5 Stelle, stiamo sostenendo da tempo: l’assenza di comunicazione, tanto interna quanto esterna, messa in atto dal centrodestra, non sta mettendo il personale nella condizione di svolgere le proprie funzioni. Le frammentarie e confusionarie informazioni che arrivano disorientano tanto i cittadini quanto il personale sanitario. Inoltre, il Consiglio regionale, che del territorio è una rappresentanza democraticamente eletta, è scientemente tenuto all’oscuro di tutto. Probabilmente – incalza Fedele – nella speranza che passi inosservato come una situazione critica sia stata resa emergenziale dall’incompetenza dimostrata da Fratelli D’Italia, Lega e Forza Italia, nella gestione della crisi”.

“Dalla stampa, inoltre, arrivano conferme che nei maggiori ospedali del territorio i terminali non sono funzionanti, che gli operatori lavorano con i propri telefonini e che, a più di 13 giorni dall’attacco, ancora si ricorre a carta e penna. Tanti servizi non sono ancora ripresi. Anche la rete telefonica è carente e molti interni sono irraggiungibili dall’esterno. Una condizione impensabile per tutti i lavoratori che stanno facendo il possibile per portare avanti il servizio sanitario pubblico. È inaccettabile che a queste persone non venga data nessuna rassicurazione o risposta”, conclude.

Come denunicato dal capogruppo Pd in Consiglio regionale Silvio Paolucci: “Ritardi e paralisi anche nei sistemi delle altre Asl a causa dell’attacco hacker alla Asl 1. Fioccano le proteste degli utenti, che si sono visti saltare appuntamenti, prestazioni e persino servizi, in particolare nel comprensorio di Chieti, dove i sistemi sono spenti da giorni. Il centrodestra è completamente assente, ieri nessuno dell’esecutivo e della Asl si è presentato all’incontro che avevamo chiesto in Commissione per avere aggiornamenti diretti sullo stato dell’arte e oggi la Regione continua ad essere inerte e incapace di proporre soluzioni, ma anche di confrontarsi sulle enormi criticità che il problema sta causando all’utenza non solo aquilana”.

“Una latitanza che deve finire, la Regione ha il dovere di tutelare i cittadini, sui quali non si può ripercuotere il disagio e il costo sociale di tanta e tale mancanza di organizzazione. Il diritto alla salute è una cosa seria, non è pensabile che il problema di una Asl blocchi l’attività delle altre tre e la sanità di una regione. Dalla Provincia di Chieti ci arrivano le segnalazioni peggiori: a Lanciano saltano a data da destinarsi esami delicatissimi come gli ecodoppler, i pazienti vengono chiamati da operatori Asl che annunciano problemi al sistema e comunicano lo slittamento senza tempi certi; Cup in panne anche ad Atessa, dove eroici impiegati sono lasciati soli a fronteggiare l’ira legittima dell’utenza, che si vede saltare esami fissati da mesi o, per fare risonanze, pet, tac e persino semplici analisi del sangue, deve prepararsi a pellegrinaggi da un presidio all’altro, senza avere la certezza di riuscire allo scopo; male anche a Vasto, dove il sistema è fuori uso da giorni. Tutto questo mentre i dati sensibili dei pazienti aquilani sono finiti alla berlina perché Asl e Regione non sono state in grado di dotarsi di un protocollo a tutela dell’utenza, né di un piano per gestire quella che sta diventando una vera e propria emergenza”.

Intanto sul tema interviene Massimo Verrecchia, capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale, commentando le prese di posizione di diversi consiglieri regionali di minoranza e parlando di “un atteggiamento semplicemente vergognoso”.

“La priorità assoluta – dice Verrecchia – è tutelare i cittadini da un attacco informatico tutt’ora in corso. È gravissimo che taluni Consiglieri, invece di schierarsi al fianco delle istituzioni e soprattutto di chi è esposto a questo furto di dati sensibili, preferiscano cavalcare per mero opportunismo politico una situazione di estrema emergenza, violando la consegna della riservatezza chiesta dagli inquirenti e arrivando, con dichiarazioni rese in totale cattiva fede, a imputare al presidente Marco Marsilio responsabilità che non può avere. La task force di tecnici messa in campo da Regione e Asl sta lavorando alacremente per arginare i danni e ripristinare la normalità”.

“Chi, in maniera del tutto irresponsabile, si sta macchiando di sciacallaggio politico, sta facendo il gioco dei cyber terroristi. Si tratta di un atteggiamento – conclude Verrecchia – sconsiderato e inaudito, che mi auguro cessi immediatamente”.