ROMA – Le forniture di gas attraverso il Nord Stream saranno sospese dal 31 agosto al 2 settembre per “manutenzione”.

Lo ha reso noto la compagnia russa Gazprom

Il prezzo del gas ha strappato ad Amsterdam fino a toccare un massimo di 262,78 euro al megawattora (+9,04%) mentre sugli sgoccioli della seduta è piombata la notizia che Gazprom chiuderà per tre giorni le forniture dal Nord Stream, i cui flussi sono già ridotti al 20% della capacità del gasdotto. Il prezzo di chiusura si è poi assestato a 244,55 euro, dopo aver battuto un ultimo prezzo di 257,4 euro (+6,8%). Un andamento che lascia presagire, alla riapertura dei mercati lunedì, nuovi rialzi per l’indice di riferimento del prezzo del gas europeo.

L’aumento del prezzo del gas russo può avere conseguenze molto concrete per gli italiani. Prima di tutto bisognerà comunque capire se l’Italia riuscirà, nei prossimi mesi, a rinunciare al gas russo, o grazie agli stoccaggi o attraverso il ricorso ad altri fornitori. Per quanto riguarda gli stoccaggi, l’Italia ha superato il 76%: l’obiettivo da raggiungere è quello dell’80% entro l’autunno e poi riempire i magazzini del 90% per l’inverno. Target ormai vicini.

Gli stoccaggi, però, potrebbero non bastare. Il taglio dei consumi potrebbe scattare in caso di riduzione delle forniture russe: il piano europeo prevede già una riduzione del 7% per l’Italia. Per ora una riduzione volontaria, ma che in caso di emergenza potrebbe essere obbligata.

Il razionamento, quindi, non è da escludere. Soprattutto in caso di aumento dei prezzi e riduzione delle forniture di gas. C