L’AQUILA – “Cacciare Giancarlo Silveri? Io preferisco l’usato sicuro, e comunque non può essere certo il Partito democratico aquilano a decidere da solo un’eventuale sostituzione!”.
Ad affermarlo ad AbruzzoWeb è il sindaco di Avezzano, Giovanni Di Pangrazio, anche lui esponente Pd, che si smarca con malcelato fastidio dall’attivismo dei suoi compagni del partito aquilano, che spingono con crescente determinazione per la defenestrazione di Silveri, direttore generale della Asl numero 1 Avezzano Sulmona L’Aquila, in quota centrodestra, nel nome dell’usanza politica dello spoil system anche se in questo caso a fronte di un contratto in essere fino al 2018.
Assieme al sindaco di Sulmona, Peppino Ranalli, e a quello di Castel di Sangro, Umberto Murolo, Di Pangrazio rivendica pari dignità e voce in capitolo nelle scelte che riguardano i vertici dell’azienda sanitaria, istanza che sarà fatta valere con forza il 30 luglio in occasione della riunione del comitato ristretto dei sindaci, che dovranno esprimere una parere sull’operato del manager, come previsto dalla verifica che, secondo la legge, scatta dopo i 18 mesi di mandato del direttore generale di una Asl.
E Di Pangrazio spezza subito una lancia in favore di Silveri, pur collocato nell’opposto schieramento politico.
“Al manager – spiega – riconosco che, dopo non pochi dissidi, ha finalmente riattivato la neurochirurgia nell’ospedale di Avezzano, e ha garantito che a ottobre sarà attivato 24 ore su 24 anche il reparto di Emodinamica. Per questo ribadisco che io non credo allo spoil system, credo alla professionalità di chi deve amministrare il servizio sanitario, e prima di procedere ad un’eventuale sostituzione, occorre trovare una persona altrettanto valida”.
I sopralluoghi e i continui attacchi a mezzo stampa da parte del Pd aquilano contro Silveri vengono dunque bollati da Di Pangrazio come “inopportuni e fuori luogo, anche perché per nulla togliere all’ospedale San Salvatore dell’Aquila, la situazione è senz’altro più critica nell’ospedale di Avezzano, che avrebbe bisogno di una nuova struttura, visto che quella attuale non è più adeguata, basti pensare che non ci sono i bagni nelle singole camere, e visto che in un territorio come la Marsica, che ha un bacino di utenza di ben 140 mila persone, non si riescono a garantire ancora adeguate prestazioni salva vita”.
“In materia di sanità – conclude Di Pangrazio – ci si siede, si vedono le esigenze di ciascun territorio, si valuta con attenzione e dati alla mano il lavoro svolto dal managment, e solo dopo si può parlare di eventuali cambi al vertice, che vanno decisi per il bene dei cittadini e non della politica”.




