NAPOLI – In valigia accanto a calzini e camicie spunta un’antica statuetta romana. Ezequiel Lavezzi sarebbe stato pizzicato alla Dogana di Napoli nel corso di un controllo di routine: in uno scatolone aveva un reperto archeologico, che gli sarebbe stato donato.

Ma il reperto è finito sotto sequestro. Come riporta Il Mattino, la vicenda risale alla tarda primavera di un anno fa quando Lavezzi, ex idolo del San Paolo, stava per lasciare l’aeroporto di Capodichino con un velivolo privato per raggiungere Parigi (oggi milita nel Paris Saint Germain).

Nel corso di un controllo ai bagagli sarebbe stata scoperta la statua. Il “Pocho” ha riferito che sarebbe stato un omaggio di un conoscente. Sulla vicenda indaga la Procura di Napoli. L’accusa per il calciatore argentino è di ricettazione.

Il nome del “Pocho” compare anche in un’altra inchiesta, sempre della Procura partenopea. Si tratta dell’indagine sui contratti tra club, procuratori, calciatori (tra cui Nicola Legrottaglie, Massimo Oddo, Alessio Tacchinardi e molti altri). Juventus, Milan, Napoli, Inter e Lazio tra le 41 squadre coinvolte.

I reati contestati sono riciclaggio e associazione per delinquere.