L’AQUILA – Un incontro aperto a tutti i giornalisti abruzzesi per “formare i formatori”, cioè sensibilizzare e mettere in rete gli operatori della comunicazione che seguono e hanno a cuore le tematiche ambientali.
Questo uno degli obiettivi per il 2013 in terra d’Abruzzo della Greenaccord Onlus, associazione culturale di giornalisti cattolici specializzati in temi ambientali che si propone di sensensibilizzare e divulgare temi legati alla salvaguardia dell’ambiente e del creato.
Un tavolo virtuale, aperto a tutti i professionisti dell’informazione, che vogliano approfondire assieme a scienziati di alto livello, i temi relativi all’ambiente e alla sua salvaguardia, attraverso la propria opera di divulgazione e di tutti gli esperti dei vari settori che intervengono nel variegato panorama delle tematiche ecologiche.
“Non siamo ancora riusciti a organizzare incontri formativi per giornalisti in Abruzzo, però, pensando alle montagne del Trentino Alto Adige che hanno ospitato Papa Giovanni Paolo II e Papa Benedetto XVI, mi viene spontaneo ricordare le tante “fughe” di Giovanni Paolo II sul Gran Sasso – spiega Alfonso Cauteruccio, presidente della Onlus – Come non celebrare, nell’anno forse della sua canonizzazione, tale figura in rapporto al suo amore per il creato e per le montagne abruzzesi?”.
Come nasce la vostra Onlus e con quali obiettivi?
Greenaccord nasce per rispondere a una sollecitazione di Giovanni Paolo II, “i cristiani non possono rimanere in disparte di fronte al profilarsi di un dissesto ecologico” (Novo millennio ineunte, 51) e con l’intento di creare una struttura di servizio per il mondo del giornalismo. L’obiettivo principale è “formare i formatori”, ossia sensibilizzare, formare e mettere in rete gli operatori della comunicazione che seguono le tematiche ambientali. Si parte dall’assunto che l’ecologia è un tema complesso e trasversale che richiede conoscenza, approfondimento e discernimento: Greenaccord offre ai giornalisti la possibilità di incontrare scienziati di buon livello, di conoscersi vicendevolmente e di mettersi in rete, anche mediante lo scambio di informazioni e dati.
Quali sono gli eventi in programma durante l’anno?
Greenaccord organizza un Forum internazionale, al quale partecipano giornalisti di tutto il mondo, un Forum nazionale riservato alla stampa italiana e giornate di incontro e approfondimento con illustri personaggi: le ultime due sono hanno avuto come ospiti Zygmunt Bauman (sociologo e filosofo polacco, ndr) e Jeffrey Sachs (economista statunitense, ndr). I nostri appuntamenti, nazionale e internazionale, sono arrivati alla decima edizione.
Come si è sviluppata la vostra Onlus a livello nazionale?
Abbiamo lavorato principalmente con la stampa cattolica: testate nazionali, settimanali diocesani e emittenti nazionali e locali. L’idea è stata quella di far crescere l’interesse di tali media sulla salvaguardia del creato per sensibilizzare il mondo cattolico a una maggiore “tenerezza”, come direbbe Papa Francesco, verso il creato e le creature. Nei dieci anni del nostro operato abbiamo avuto modo di vedere grandi progressi e crescere tante professionalità tra i giornalisti, alcuni dei quali sono stati premiati come ‘Sentinella del Creato’, ossia come operatori vigili e attenti a che non vengano perpetrati danni ambientali, ma anche capaci di accompagnare alcuni processi decisionali in modo da favorire progetti e strutture sostenibili. Sempre nel mondo cattolico, abbiamo realizzato, con il concorso della Fondazione Cariplo e dell’Istituto Banco di Napoli, una indagine su 300 famiglie scelte tra le diocesi di Milano, Bergamo, Brescia e Napoli, per verificare quanto il loro comportamento abituale incide sull’ambiente in modo da ricavarne la cosiddetta ‘impronta ecologica’. Nel corso di quest’anno realizzeremo con alcuni istituti scolastici di Napoli un progetto di educazione ambientale sul tema della prevenzione e gestione dei rifiuti.
Un bilancio del decimo Forum dell’informazione Cattolica per la salvaguardia del creato, organizzato a fine a giugno nella città di Trento?
Il tema principale è stato “Il Creato e le vie di comunicazione vecchie e nuove. Cammini, incroci e reti a partire dalle Dolomiti”. Tre giorni di sessioni e confronti, davanti a oltre 100 giornalisti della stampa locale e nazionale, per indagare sul ruolo delle reti come strumento di tutela del territorio (soprattutto quando esso è delicato come le aree montane) e come elemento di progresso dell’Umanità. Reti ecologiche, reti di trasporto, reti di informazione e di telecomunicazione, percorsi di pellegrinaggio, reti commerciali, reti spirituali. Sono argomenti con un denominatore comune: esse rappresentano la strutturazione fisica di un sistema organizzato. La qualità e l’efficienza delle reti di scambio sono rappresentative della qualità, della capacità evolutiva di un sistema, che gli ecologi chiamano ‘ascendenza’. Il valore di una organizzazione dipende dalla qualità degli scambi di materia, di energia, di informazione genetica, di informazione culturale che si svolgono all’interno di un sistema organizzato, fra le sue parti costituenti fisiche e biologiche, e fra il sistema e l’esterno. Ma a queste si aggiungono anche le reti di scambio spirituale che non sono oggetto di speculazione scientifica, ma non per questo di minor importanza, che riguardano le dimensioni immateriali dell’universo.
Nel corso del Forum è intervenuto anche Stefano Cardelli, noto ristoratore aquilano.
L’intervento di Cardelli ha fatto conoscere la grande tradizione abruzzese della transumanza, con le sue vie, i suoi usi, la sua cucina e la sua rete di scambi e relazioni. Cardelli ha appassionato la platea con il racconto del suo modo di intendere e far vivere le tradizioni e la cucina tipica abruzzese. Molto apprezzata, nel suo intervento, la schiettezza, la semplicità e la concretezza di un operatore che ha saputo coniugare la qualità con la tradizione e l’innovazione. Particolarmente sentito il suo ringraziamento alla città di Trento ed ai trentini per la loro concretezza nell’opera di ricostruzione dopo il terremoto che ha colpito L’Aquila.



