ATENE – Non se ne parla in televisione, le fonti ufficiali tendono a sminuire ciò che sta succedendo ma ad Atene manifestazioni e scontri aumentano di pari passo con la crisi.

La disoccupazione arriva ufficialmente al 23,5 per cento, ma diventa almeno un quarto della popolazione totale se si contano gli effettivi non occupati, tra cui i giovani senza contratto e studenti in stage.

Decine di cortei e numerosi scioperi per dire no ai tagli. Una manifestazione, pacifica, c’è stata il 26 settembre e ha fatto contare ben 100.000 persone.

In piazza Suntagma, manifestanti di sinistra così come anarchici e appartenenti a gruppi di destra per dire no alle riforme della Troika (Commissione europea, Banca centrale europea e Fondo monetario internazionale).

Tra queste, le più impopolari, altri 15.000 licenziamenti entro il 2012 e la paradossale tassa sugli affari privati, da cui si prenderanno tasse già dal primo euro guadagnato e non più dai 12.000 di prima, somma poi scesa a 5.000 e comunque aspramente criticata.

Con questa nuova legge, si sottrarrà ben il 35 per cento dagli incassi, il che, unito alla tassa per l’assicurazione, porta a un guadagno irrisorio. Come se la popolazione non sia già stremata per le tasse che continuano ad abbassare il tenore di vita, ormai ridotto alla sopravvivenza.

A risentire maggiormente della situazione, come sempre, le classi meno agiate della popolazione e quanti pagano regolarmente le tasse. Esonerati di fatto gli evasori che già prima non le pagavano.

C’è l’accordo tra i leader dei tre partiti greci di maggioranza (Samaras, Venizelos, Kuvelis) sulla quasi totalità delle nuove misure imposte dalla Troika, con una richiesta di proroga di due anni per il raggiungimento degli obiettivi di rientro dal deficit annuo.

La Grecia dovrà risparmiare infatti 13,5 miliardi di euro nella gestione attuale 2012. E su questa ricerca di tagli, licenziamenti del pubblico impiego e nuove tasse, si gioca la governance e il futuro europeo della Grecia.

Intanto per il 18 e 19 ottobre, a ridosso del Cosiglio europeo, i sindacati ellenici hanno deciso di indire uno sciopero generale.