L’AQUILA – Saltata la deposizione di Franco Gabrielli alla ventesima udienza del processo a carico dei componenti della Commissione Grandi rischi, l’organismo scientifico consultivo della presidenza del Consiglio, i cui sette componenti sono accusati di aver sottovalutato il rischio dello sciame sismico prima della scossa del 6 aprile 2009 e aver rassicurato gli aquilani inducendoli a restare a casa, causando la morte di 309 persone.
Lo si è appreso da fonti difensive.
Gli imputati, sono accusati a variodi titolo di omicidio colposo, disastro colposo e lesioni personali colpose.
L’udienza del 4 aprile scorso era stata rinviata per il legittimo impedimento di uno degli avvocati difensori, Filippo Dinacci, che assiste due degli imputati, Bernardo De Bernardinis e Mauro Dolce.
In occasione delle iniziative realizzate in occasione del terzo anniversario della tragedia del sisma il capo dipartimento aveva partecipato ad un’iniziativa pubblica al Ridotto del teatro comunale e aveva dichiarato: “Io stesso ancora oggi a tre anni di distanza dal terremoto, ricevo continue sollecitazioni da parte delle istituzioni perchè si rassicuri, perche’ alla fin fine e’ questo quello che si va a ricercare”.
La dichiarazione era stata resa in relazione alla telefonata dell’ex capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, e Daniela Stati, assessore regionale alla Protezione civile all’epoca del sisma.
“Io sono convinto che si debba ricollocare la vicenda dell’intercettazione nel contesto in cui avvenne la telefonata, e cioè nell’ambito di allarmi continui, sciami, in un territorio che coinvolgeva anche il Sulmonese, quindi, a volte, quelle che erano le reazioni delle istituzioni a questi atteggiamenti potevano essere percepiti, come poi fu, come una rassicurazione rispetto al fatto che gli eventi non dovessero svolgersi”.
“Tra l’altro – aveva aggiunto Gabrielli -, in quella telefonata Bertolaso sottolinea come sui terremoti non si può scherzare e non dare informazioni di certezza in un senso o nell’altro. Altrimenti, si sarebbe contraddetto. Nella prima parte sottolinea proprio la difficoltà di gestire eventi di questo genere con comunicazioni avventate, dall’altro il discorso sulla Grandi Rischi nasce proprio dall’esigenza di ripristinare in condizioni di scientificita’, non di rassicurazioni”.
L’organo consultivo della presidenza del Consiglio è accusato nella sua composizione del 2009 per aver compiuto analisi superficiali e aver dato false rassicurazioni agli aquilani prima del 6 aprile 2009, causando la morte di 309 persone.
Dopo alcune schermaglie sull’ammissione di prove come i due minuti del film Draquila di Sabina Guzzanti, che alla fine sono stati proiettati in aula, nelle udienze davanti al giudice Marco Billi sono sfilati i testimoni dell’accusa, chiamati dai pm Fabio Picuti e Roberta D’Avolio, e quelli di parte civile mentre a breve cominceranno le deposizioni della difesa.
Fino a oggi i familiari e amici di vittime del sisma hanno sottolineato che i loro congiunti, spaventati dalle scosse fino al 31 marzo di due anni fa, hanno poi cambiato atteggiamento dopo i tranquillizzanti messaggi diffusi dalla Grandi rischi dopo la riunione del 31 marzo 2009.
Una tesi rifiutata dalle difese, che annoverano principi del foro come gli avvocati Alfredo Biondi, ex ministro della Giustizia, o Marcello Melandri, già impegnato in processi come Fastweb e Gea. Tra gli avvocati di parte civile anche Giulia Bongiorno che, però, nelle prime udienze non ha partecipato di persona.
Gli imputati sono Franco Barberi, presidente vicario della commissione Grandi Rischi, Bernardo De Bernardinis (l’unico che fino a oggi è stato sempre presente in aula), già vice capo del settore tecnico del dipartimento di Protezione civile, Enzo Boschi, all’epoca presidente dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, Giulio Selvaggi, direttore del Centro nazionale terremoti, Gian Michele Calvi, direttore di Eucentre e responsabile del progetto C.a.s.e., Claudio Eva, ordinario di fisica all’Università di Genova e Mauro Dolce, direttore dell’ufficio rischio sismico di Protezione civile.
I capi di imputazione per tutti sono di omicidio colposo, disastro colposo e lesioni personali colpose. Il giudice Billi ha imposto un ritmo veloce al processo con un’udienza a settimana. Le prossime udienze ci saranno tutti i mercoledì salvo diverse decisioni del giudice.
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<span style='I PROTAGONISTI DEL PROCESSO GRANDI RISCHI
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