L’AQUILA – Gli avvocati dei parenti delle vittime che morirono a causa dei crolli del terremoto del 6 aprile 2009, e che a loro dire rimasero in casa dopo le rassicurazioni giunte al termine della riunione grandi rischi, si opporranno alla richiesta di archiviazione proposta dal Pm Fabio Picuti nell’ambito del processo che vede imputate sette persone che firmarono il verbale al termine della riunione della Commissione.

La procura dell’Aquila, infatti, nell’ambito dell’inchiesta che vuole fare luce su eventuali responsabilità in merito alle rassicurazioni che giunsero dalla Commissione grandi rischi dopo la riunione del 31 marzo 2009, ha chiesto nel luglio scorso l’archiviazione di trenta denunce giunte da persone che sostengono di aver perduto dei cari a causa delle affermazioni fatte dai membri dell’organismo scientifico che si riunì all’Aquila una settimana prima del sisma che distrusse la città e diversi comuni dell’hinterland, causando 308 morti; chi non uscì di casa si sentì sicuro, secondo le accuse, dopo rassicurazioni di tenici ed esperti.

Secondo il Pubblico ministero Picuti, “l’assenza di fonti di prova su tale aspetto non può essere superata da prensuzionii o da mere considerazioni”.

Dopo la richiesta di opposizione presentati dai legali dei parenti delle vittime sono già diverse le istruttorie riaperte dal giudice, sulla scorta di nuovoi elementi probatori e testimonianze.

Nell’ambito del processo per la commissione grandi rischi il 10 dicembre prossimo si svolgerà la prima udienza preliminare dove compariranno davanti ai magistrati, con l’accusa di omicidio colposo, i membri che sottoscrissero il verbale della seduta, ovvero Franco Barberi, Bernardo De Bernadinis, Enzo Boschi, Giulio Selvaggi, Gian Michele Calvi, Claudio Eva e Mauro Dolce.