L’AQUILA – “È urgente, oltre che necessario, che il Governo faccia doverosa chiarezza sugli ingiustificabili eventi che hanno portato la Commissione grandi rischi e il dipartimento della Protezione civile ad abdicare alle loro proprie ‘attività di previsione e di protezione delle varie ipotesi di rischio’ (articolo 3 legge n 225) in riferimento a quanto accaduto in occasione del terremoto che ha colpito l’Abruzzo il 6 aprile del 2009”.
Lo chiede in un’interpellanza urgente indirizzata al Presidente del Consiglio il senatore del Partito democratico, Mario Gasbarri, che nel documento ripercorre gli eventi fino a giungere alla decisione della procura della Repubblica dell’Aquila del 3 giugno 2010, che accusa di omicidio colposo i membri della Commissione che il 31 marzo 2009, sei giorni prima del terremoto di magnitudo 6.2, parteciparono a una riunione che si tenne nel capoluogo abruzzese.
Tra gli indagati, sette persone in tutto, ci sono i vertici della Grandi rischi e il vice capo del dipartimento della Protezione civile, nell’ambito dell’inchiesta sulla mancata evacuazione della città prima del terremoto del 6 aprile 2009.
“A oggi – conclude Gasbarri – i cittadini dell’Aquila ancora non sanno perché chi era preposto a garantire la loro sicurezza non ha esplicato fino in fondo il proprio compito e tutti gli italiani si chiedono perché alcuni di loro ancora oggi sono lì, a ricoprire indegnamente quell’incarico. A questo punto chiarezza è necessaria soprattutto quale segno di rispetto nel confronti delle popolazioni colpite dal sisma”.



