L’AQUILA – “Si può costruire una colpa su un rischio, quello sismico, il cui risultato potrebbe dare conseguenze non prevedibili e non controllabili? Gli imputati sono stati ritenuti colpevoli per non aver diminuito un rischio imprevedibile”.
Così l’avvocato Filippo Dinacci, che assiste Bernardo De Bernardinis e Mauro Dolce, nella sua arringa nell’ambito dell’udienza del processo d’Appello alla commissione Grandi rischi.
“Al di là del diritto occorre anche un po’ di buon senso, non si può esigere un comportamento oltre le umane conoscenze”, ha aggiunto.
Per Dinacci “la sentenza cerca di costruire con massime di esperienza ciò che non ha regole scientifiche inoltre definisce come comportamento alternativo lecito tutto quello che non è contenuto nel capo di imputazione”.
“Non c’è una prova o un argomento logico che ci dica che sarebbe bastato ‘non dire’ da parte degli imputati per non causare quei decessi”.
Come già in primo grado, Dinacci ha esaminato molto criticamente le numerose testimonianze dell’accusa in primo grado di familiari delle vittime che affermavano che i loro cari erano stati rassicurati dalle risultanze della riunione.
“Non è vero che abbiamo messo in dubbio l’attendibilità dei testimoni – ha premesso – ma un dato probatorio va valutato: i testi dicono che la comunicazione Cgr non è stata percepita direttamente”.
“Nessuno ha saputo precisare che cosa fosse stato effettivamente detto, ma tutti hanno solo affermato di essere stati rassicurati, c’è indeterminatezza del messaggio comunicazionale che avrebbe rassicurato – ha fatto notare il legale – Abbiamo comportamenti diversi, all’interno dello stesso nucleo familiare c’è chi la pensa in un modo e chi in un altro. Insomma, la percezione della tranquillizzazione è stata soggettiva”.
Un’altra critica alla situazione ambientale nel processo di primo grado, in riferimento alle recriminazioni giunte dai banchi dei parenti delle vittime. “In aula ci sono stati momenti in cui, al di là del dissenso, non c’è stato rispetto per gli imputati”, ha concluso Dinacci. (alb.or.)





