L’AQUILA – “Potrei essere indagato? Ormai sono abituato, non ho paura”.

Ironia amara per il rettore uscente dell’Università dell’Aquila, Ferdinando Di Orio, che gli avvocati difensori del processo alla commissione Grandi rischi hanno chiesto al pubblico ministero di accusare di falsa testimonianza.

Al rettore viene contestato di aver fornito dichiarazioni rassicuranti in una video intervista del 31 marzo 2009 prima della riunione Cgr, mentre lo scorso 12 gennaio, interpellato come testimone, Di Orio per gli accusatori avrebbe detto di non aver mai rassicurato o di averlo fatto solo dopo.

“Le rassicurazioni nell’intervista – spiega Di Orio ad AbruzzoWeb – sono solo quelle che potevo dare prima dalla valutazione effettiva fatta dagli esperti della commissione”.

“Una sensazione a caldo – aggiunge – che voleva tranquillizzare in modo momentaneo, l’incipit per le scelte successive a seconda di quello che avrebbero detto”.

Per il rettore, “mi sembra che il fatto centrale sia la chiusura o meno dell’università. Ricordo, e l’ho già detto nella testimonianza, che tutte le scuole erano aperte: gli asili, elementari, medie e superiori. Mi sembrava singolare che solo l’università dovesse chiudere”. (alb.or.)