L’AQUILA – A meno di clamorosi colpi di scena l’ex capo della Protezione civile nazionale e commissario per l’emergenza terremoto all’Aquila Guido Bertolaso non sarà presente oggi al tribunale dell’Aquila per il processo alla commissione Grandi rischi che lo vede chiamato tra i testimoni del pubblico ministero.

Da una parte il gran numero di testimoni, dieci oltre lui nella sola prima giornata di udienza, dall’altra la voglia di evitare possibili contestazioni o manifestazioni promesse dagli ambienti dei comitati cittadini, sconsiglieranno a Bertolaso di presentarsi in aula davanti al giudice Marco Billi, facendo slittare la sua deposizione.

Il processo alla Grandi rischi, il più delicato tra i filoni della maxi inchiesta crolli, torna con una due giorni di fuoco in cui sono programmate in tutto 22 testimonianze equamente suddivise tra le due giornate, in particolare di tecnici ed esperti di ingegneria e geologia.

Molto probabile che alcune, però, saltino con l’escamotage dell’acquisizione dei verbali di assunzione di sommarie informazioni, che riportano i colloqui già svolti con i testi durante la fase delle indagini preliminari. Quasi certo, comunque, che ci voglia almeno un’altra udienza per sentire tutti.

Oltre a Bertolaso spiccano alcuni altri big come il dirigente regionale della Protezione civile, Altero Leone, del rettore dell’Ateneo aquilano, Ferdinando Di Orio, e il giornalista aquilano Gianfranco Colacito, direttore del sito web Inabruzzo.com, che, prima della contestata riunione del 31 marzo 2009, rivolse a uno degli imputati, Bernardo De Bernardinis, la domanda “Intanto ci facciamo un buon bicchiere di vino di Ofena?”, ricevendo la risposta “Assolutamente, un Montepulciano di quelli Doc”, passata alla storia.

Pronto a indossare di nuovo la toga l’avvocato Fabio Alessandroni, che assiste alcuni familiari delle vittime che si sono costituiti parte civile in questo procedimento.

“Attendiamo con serenità e tranquillità – spiega – che arrivino contributi importanti da tutti questi testimoni tecnici e non, sperando che ognuno di essi sia sereno. Vedremo se sarà il caso di acquisire qualche ulteriore elemento da coloro che potranno riferire sul piano comunale di protezione civile”.

Su quest’ultimo argomento Alessandroni nell’ultima udienza del 2011 ha messo alle strette il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, anch’egli chiamato come teste e incalzato con un fuoco di fila di domande che ha prodotto una testimonianza oggetto di polemiche perché, di fatto, smentiva le tesi dell’accusa.

I TESTIMONI DI GIOVEDÌ 12

Altero Leone dirigente regionale della Protezione civile, Pasquale De Santis, dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia dipartimento di Roma, Gianfranco Colacito, direttore del quotidiano web Inabruzzo.com, Guido Bertolaso, ex capo del dipartimento di Protezione civile, Ferdinando Di Orio, rettore dell’Università dell’Aquila, Luis Domingo Decanini ordinario di Architettura alla “Sapienza” a Roma, Domenico Liberatore, docente di tecnica delle costruzioni alla “Sapienza”, Antonello Salvatori, associato di Tecnica delle costruzioni all’Università dell’Aquila e uno dei consulenti tecnici del pm Fabio Picuti, Werner Marzocchi, dell’Ingv dipartimento di Bologna, Renata Rotondi del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr), Gianluca Ferrini, docente aquilano di Geologia e Litologia.

I TESTIMONI DI VENERDÌ 13

Antonello Ciccozzi, docente aquilano di Antropologia culturale, Maria Gabriella Mulas, docente di Ingegneria strutturale del politecnico di Milano e super perito nel procedimento per il crollo della Casa dello studente, Roberto Paolucci docente di Ingegneria strutturale del Politecnico milanese, Antonio Morassi, ordinario di Scienza delle costruzioni dell’Università di Udine, Danilo Ranalli, ingegnere già consulente in alcuni procedimenti come quello per il crollo di Onna, Carlo Meletti, tecnologo dell’Ingv dipartimento Milano, Alessandro Loré, geologo aquilano, Raimondo Quaresima, associato di Scienza e tecnologia dei materiali, Massimo Guarascio, ordinario di Ingegneria della sicurezza alla “Sapienza”, Giuseppe Dante ispettore della polizia giudiziaria del Corpo forestale di Rieti distaccato all’Aquila, ed Eutizio Di Gennaro, ingegnere responsabile della sezione di polizia giudiziaria del Corpo dei Vigili del fuoco dell’Aquila.

IL VIDEO DELL’INTERVISTA

 

IL PROCESSO

L’organo consultivo della presidenza del Consiglio è accusato di aver compiuto analisi superficiali e aver dato false rassicurazioni agli aquilani prima del 6 aprile 2009, causando la morte di 309 persone.

Dopo alcune schermaglie sull’ammissione di prove come i 2 minuti del film Draquila di Sabina Guzzanti, che alla fine sono stati proiettati in aula, nelle prime udienze davanti al giudice Marco Billi sono sfilati i testimoni chiamati dall’accusa, un primo gruppo delle quasi 300 persone chiamate in causa dai pm Fabio Picuti e Roberta D’Avolio.

Fino a oggi i testi, familiari e amici di vittime del sisma, hanno sottolineato che i loro congiunti, spaventati dalle scosse fino al 31 marzo di due anni fa, hanno poi cambiato atteggiamento dopo i tranquillizzanti messaggi diffusi dalla Grandi rischi dopo la riunione del 31 marzo 2009.

Una tesi rifiutata dalle difese, che annoverano principi del foro come gli avvocati Alfredo Biondi, ex ministro della Giustizia, o Marcello Melandri, già impegnato in processi come Fastweb e Gea. Tra gli avvocati di parte civile anche Giulia Bongiorno che, però, nelle prime udienze non ha partecipato di persona.

Gli imputati sono Franco Barberi, presidente vicario della commissione Grandi Rischi, Bernardo De Bernardinis (l’unico che fino a oggi è stato sempre presente in aula), già vice capo del settore tecnico del dipartimento di Protezione civile, Enzo Boschi, all’epoca presidente dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, Giulio Selvaggi, direttore del Centro nazionale terremoti, Gian Michele Calvi, direttore di Eucentre e responsabile del progetto C.a.s.e., Claudio Eva, ordinario di fisica all’Università di Genova e Mauro Dolce, direttore dell’ufficio rischio sismico di Protezione civile.

I capi di imputazione per tutti sono di omicidio colposo, disastro colposo e lesioni personali colpose.

De Bernardinis, fin qui, ha seguito tutte le udienze, qualcuna ha visto la presenza di Dolce, mentre Boschi si è visto in aula due volte sole, Eva una volta. Il giudice Billi ha imposto un ritmo veloce al processo con un’udienza a settimana.

Le prossime udienze ci saranno tutti i mercoledì salvo diverse decisioni del giudice.

<span style=’I PROTAGONISTI DEL PROCESSO GRANDI RISCHI
IL GIUDICE
Marco Billi
L’ACCUSA
Procuratore capo
Alfredo Rossini
Pubblico ministero Pubblico ministero
Fabio Picuti Roberta D’Avolio
LA DIFESA
Imputato Avvocato
Franco Barberi Francesco Petrelli
Bernardo De Bernardinis Filippo Dinacci
Enzo Boschi Marcello Melandri
Giulio Selvaggi Antonio Pallotta e Franco Coppi
Gian Michele Calvi Alessandra Stefano
Claudio Eva Alfredo Biondi
Mauro Dolce Filippo Dinacci