L’AQUILA – Tre anni di carcere per Guido Bertolaso: è la richiesta di condanna del sostituto procuratore generale Romolo Como nell’ambito del cosiddetto processo Grandi rischi bis in cui è accusato di omicidio colposo plurimo e lesioni, in particolare per aver organizzato una “operazione mediatica perché vogliamo rassicurare la gente”, come disse in un’intercettazione, convocando la riunione di esperti del 31 marzo 2009, a 5 giorni dalla scossa distruttiva del 6 aprile seguente.
Al Tribunale dell’Aquila oggi è in corso la penultima udienza del processo a Bertolaso, dedicata alla requisitoria del pg e all’arringa dell’avvocato distrettuale dello Stato Filippo Patella, che assiste il responsabile civile, ovvero la presidenza del Consiglio da cui dipende il dipartimento della Protezione civile.
Dovrebbe slittare, invece, al prossimo appuntamento l’arringa difensiva del legale di Bertolaso, Filippo Dinacci.
Tra soli tre giorni ci sarà l’ultima udienza, venerdì 30, e oltre a quell’intervento vedrà anche la replica dell’accusa, eventuali controrepliche dei difensori, camera di Consiglio e sentenza del giudice Giuseppe Grieco.
L’obiettivo è quello di arrivare a conclusione del processo prima del 6 ottobre, giorno in cui l’accusa per Bertolaso andrà in prescrizione assieme a tutti gli altri filoni legati al post-sisma: saranno passati, infatti, 7 anni e 6 mesi dopo la scossa delle 3.32, secondo i termini di legge.
Nei mesi scorsi, quando stava per candidarsi a sindaco di Roma con il centrodestra, Bertolaso disse che avrebbe rinunciato alla prescrizione appena la legge glielo avesse consentito, secondo lui il 7 ottobre, ma nell’udienza precedente a questa l’avvocato Dinacci ha ufficializzato il contrario, rinunciando, però, alla lunga lista dei testi difensivi per accelerare le tappe e portare comunque il processo prima del termine a una sentenza che, se fosse di condanna, manterrebbe effetti validi sul piano civile ovvero del risarcimento danni ai familiari delle vittime.
Nel procedimento principale i 7 esperti della Cgr sono stati a loro volta processati per aver rassicurato la gente e sottovalutato il rischio sismico che c’era, condannati in primo grado e assolti in Appello e Cassazione, tranne l’ex numero 2 di Bertolaso, Bernardo De Bernardinis, condannato in via definitiva a 2 anni di carcere.





