L’AQUILA – “Cadono le braccia a chi, da sette anni e mezzo segue, queste cause e ha visto nascondere questo soggetto da tutti, da Berlusconi in poi”.

Così l’avvocato di parte civile Angelo Colagrande, visibilmente emozionato, al termine dell’udienza che ha portato all’assoluzione dell’ex capo dipartimento della Protezione civile, Guido Bertolaso, dall’accusa di omicidio colposo e lesioni, nell’ambito del processo cosiddetto Grandi rischi 2 su presunte rassicurazioni ai cittadini prima del terremoto del 6 aprile 2009.

Colagrande ha contestato il giudice per non aver avuto “il coraggio di dire sia pure per un giorno, ma Bertolaso va condannato. Invece siamo alla vecchia insufficienza di prove, davanti a un fatto del genere nel 2016 ti cadono le braccia”.

“Hanno rifatto questo palazzo, ma per che cosa? – ha concluso indicando il tribunale ricostruito – Non serve”.

Colagrande è stato, assieme al collega Stefano Parretta, l’autore della doppia opposizione alla richiesta di archiviazione della procura della Repubblica nei confronti di Bertolaso negli anni scorsi, oltre che dell’istanza che ha portato la procura generale presso la Corte d’Appello ad avocare a sé il procedimento che poi è sfociato nel rinvio a giudizio e nel processo cominciato il 20 novembre 2015 e terminato oggi.

“Abbiamo sempre detto che volevamo almeno avere un processo, non un colpevole a tutti i costi – ha commentato Parretta al termine – Siamo partiti da una richiesta di archiviazione e siamo arrivati a una sentenza in tempo utile. C’è comunque delusione perché la procura aveva chiesto 3 anni”.

Bertolaso è stato assolto per non aver commesso il fatto, ma non perché il fatto non sussiste. “Tra i due commi cambia poco, però questa assoluzione fa emergere che c’erano dei dubbi sul comportamento dell’imputato – rileva – Evidentemente il giudice ha ritenuto di non avere gli elementi, altrimenti avrebbe assolto con il primo comma”.

Parretta si dice “ancora convinto delle opposizioni alle richieste di archiviazione e dell’avocazione, noi legali abbiamo fatto tutto quello che si potesse fare e non abbiamo remore”. (alb.or.)