L’AQUILA – Tre cordate di imprenditori pronti a mettere le mani sul Gran Sasso.

Sono diversi i privati che sarebbero interessati ad investire sul comprensorio sciistico di Campo Imperatore, acquisendo le strutture ricettive, o quel che ne resta, la funivia e gli impianti di risalita.

L’interesse è stato manifestato nei giorni scorsi, quando alcuni imprenditori del settore già impegnati sulle Dolomiti hanno effettuato un sopralluogo in quota e incontrato poi il sindaco dell’Aquila Massimo Cialente, che ha smentito dando però più la sensazione di voler mantere la discrezione su una delicata operazione.

L’aspetto ostativo potrebbe essere rappresentato dalla volontà di acquistare e non di gestire, come invece vorrebbe il Comune che nella bozza del bando di privatizzazione prevede affidamenti pluriennali che mantengono pubblica la proprietà delle infrastrutture.

Gli altri due gruppi di imprenditori sarebbero invece uno aquilano e uno campano.

“Sono previsti investimenti di grande rilevanza e mi risultano esistere delle disponibilità – conferma ad AbruzzoWeb Fulvio Giuliani, nuovo amministratore unico del Centro turistico del Gran Sasso (Ctgs) – ci sono dei privati che hanno espresso interesse a gestire l’intera stazione, e lo farebbero solo se trovassero tutto libero senza vincoli di gestione a lungo termine”.

Ed è per questo, infatti, che si procede ancora con affidamenti di brevissimi periodi dell’albergo di Campo Imperatore, che ha intanto riaperto i battenti dopo il periodo di chiusura dovuto al cambio di gestione.

La società che se l’è aggiudicato, con precedenti esperienze analoghe a Prati di Tivo di Pietracamela (Teramo), ha rimesso in funzione parte della struttura ricettiva e la prossima settimana conta di riaprire anche il rifugio delle Fontari. In entrambi gli stabili sono necessari interventi di manutenzione che stanno tardando la completa riattivazione.

“È l’ultimo anno con un affidamento di così breve durata, perchè i progetti del Centro turistico del Gran Sasso (Ctgs) sono diversi” garantisce poi Giuliani.

Nessuna prospettiva, invece, almeno a breve termine, per l’ostello, ormai da anni in stato di abbandono e degrado.

“È chiuso e lo rimarrà – dice Giuliani – sono danneggiati anche gli impianti quindi i lavori da fare sono importanti e non possono essere avviati a questo punto della stagione”.

“Abbiamo un innevamento migliore di altre stazioni che al contrario nostro godono di impianti di innevamento artificiale”.

“Siamo di fronte ad un periodo di svolta – argomenta l’amministratore del Centro turistico – se la disponibilità ad investimenti era fino all’anno scorso un auspicio, ora con il pronunciamento di Invitalia e la disponibilità dei fondi anche per l’ammodernamento delle piste è concreta”.

Sulla nuova seggiovia delle Fontari, poi, Giuliani sostiene che quella della commissione di valutazione di impatto ambientale (Via) non è stata una bocciatura.

“Gran parte dell’opinione pubblica si era pronunciata contro il nuovo progetto che prevedeva la modifica e l’allungamento del tracciato giudicandolo devastante rispetto ai benefici, si è preso atto di questa posizione riconoscendone la legittimità. Si procede quindi con il nuovo progetto pur mantenendo l’attuale tracciato. Mi sembra una mediazione intelligente tra le due posizioni”.

“Questo territorio è patrimonio se non dell’umanità sicuramente della comunità locale che deve esprimere il proprio punto di vista”, chiosa Giuliani.