L’AQUILA –  “Sono ore molto di angoscia”, oltre che di attesa, per Santarcangelo di Romagna, borgo del Riminese dove risiedono i due alpinisti dispersi da ieri sul Gran Sasso: si tratta di due amici, Luca Perazzini, 42 anni, e Cristian Gualdi, 48 anni.

Lo dice all’Ansa il sindaco di Santarcangelo, Filippo Sacchetti, che esprime alle famiglie tutta la vicinanza della comunità.

Le condizioni meteorologiche proibitive hanno oggi fermato le ricerche dei due alpinisti. Lo stop è arrivato dopo il tentativo di questa mattina, senza esito, degli uomini del Soccorso Alpino e Speleologico che si sono spinti fino al bivacco invernale del rifugio Duca degli Abruzzi.

Si è anche bloccata la funivia a Campo Imperatore, e i soccorritori sul Gran Sasso sono stati impossibilitati a riscendere. Si sarebbe bruciata una scheda e quindi l’impianto si è fermato.

Il presidente del Soccorso Alpino e Speleologico Abruzzo, Daniele Perilli, ha confermato oggi pomeriggio chedei due alpinisti, da tante ore non si hanno notizie. I cellulari sono scarichi e non c’è stato modo di contattarli.

Un tentativo di raggiungere i due alpinisti era già stato fatto ieri da una squadra di quattro uomini della Finanza e del Cnsas.

I soccorritori sono arrivati fino a località Sella di Corno, ma le condizioni assolutamente proibitive hanno impedito di proseguire in sicurezza.

In prefettura all’Aquila c’è stato un vertice con i soccorritori per decidere sul futuro delle operazioni cui hanno partecipato oltre 20 esperti, tra volontari del Soccorso alpino e speleologico dell’Abruzzo e militari del soccorso alpino delle Fiamme gialle. Nel frattempo a Fonte Cerreto, base della funivia del Gran Sasso (che conduce alla stazione di Campo Imperatore a quota 2.100 metri) sono arrivati i famigliari dei due escursionisti e sono stati allertati anche alcuni psicologi.

“Continuiamo ad aspettare e a sperare”, afferma il sindaco, che ha provato anche a chiamare le famiglie, giunte in Abruzzo, ma senza esito in queste ore così delicate in cui non è chiaro quando i soccorsi potranno rimettersi in marcia.

“Luca e Cristian abitavano anche vicino”, in una frazione del comune del Riminese, “condividevano sicuramente la passione per l’alpinismo. So che fino a un certo punto i loro telefoni sono stati raggiungibili, poi da ieri pomeriggio più nulla”.

È stato di dieci morti e due dispersi il bilancio degli incidenti in montagna in Abruzzo nel 2024, ‘annus horribilis’ a causa di sette incidenti e tre malori accaduti a escursionisti, turisti e cercatori di funghi.

risultano tuttora dispersi, dallo scorso settembre, un escursionista, Giorgio Lanciotti, di 35 anni, di Roseto (Teramo), scomparso sul Gran Sasso, e un fungaiolo, Italo Basilisco, 70enne di Spoltore (Pescara), scomparso sull’Altopiano del Voltigno.

Nel 2023 i morti in montagna in Abruzzo sono stati sei.

La prima morte registrata quest’anno risale al 14 gennaio scorso ed è quella dell’aquilano Luca Nunzi, di 45 anni, scivolato per diversi metri a ridosso del canale Maiori, sul versante nord del monte Sirente e poi travolto da una slavina, causata con ogni probabilità dalla sua stessa caduta.

L’incidente è avvenuto in zona Secinaro (L’Aquila), nei pressi della Valle Lupara, e secondo quanto riferito da uno dei soccorritori nella zona c’era l’allerta valanghe.

Il 25 maggio muore per malore un uomo di 61 anni, Emilio Martorelli, di Avezzano (L’Aquila), impegnato in una escursione sul Monte Velino insieme ad un amico sul sentiero 3 del Cai.

Il 7 luglio un escursionista ciociaro di 47 anni, Mauro Rosati di Atina, muore per un malore mentre percorre un sentiero nel Monte Amaro all’interno del Parco Nazionale d’Abruzzo, nel territorio di Opi al confine tra le province di Frosinone e L’Aquila.

Il 12 agosto muore un commercialista di Pescara, Fabrizio Scocchia, di 56 anni, dopo essere precipitato dal sentiero che conduce al Pizzo Cefalone, cima più alta della dorsale occidentale del massiccio del Gran Sasso, nel corso di una escursione con gli amici.

Il 14 agosto un turista lombardo, Enrico Albertini, di 59 anni, di Monticello Brianza (Lecco), durante un’escursione in compagnia della moglie sulla Maiella, cade e muore dopo un volo di 30 metri in un dirupo.

Il 17 agosto malore fatale per un 87enne, Federico Cipriani, originario di Roccaraso (L’Aquila), ma residente da anni a Livorno, su un sentiero a ridosso di Palena (Chieti) che l’uomo stava percorrendo in e-bike.

Il 20 agosto l’incidente più grave: Luca Persiani, noto pilota di auto da corsa, 40enne di Albano Laziale (Roma), muore dopo essere precipitato con la propria jeep in un burrone sul Monte Genzana, nel corso di un’escursione a Frattura, frazione del Comune di Scanno (L’Aquila).

Il 23 agosto viene ritrovato morto, dopo quasi due settimane di ricerche, Lewin Weituschat, uno studente tedesco di 25 anni, in Italia per il programma Erasmus, scomparso il 10 agosto durante un’escursione in solitaria sul Gran Sasso. Il giovane stava percorrendo la Via del Centenario, che da Vado di Corno arriva a Fonte Vetica: giunto sul lato nord del Prena sarebbe scivolato nella forra ed è morto.

Il 15 settembre in due distinti incidenti – a Rocca Santa Maria in località Ceppo e a Valle Castellana, lungo la sp 49, in località Fosso Viola – muoiono due cercatori di funghi, Giuseppe Di Luca, 82 anni, di Corropoli (Teramo) e Aldino Ruggieri, 85 anni, di Tortoreto (Teramo), entrambi scivolati e precipitati nel vuoto e morti poco dopo essere caduti.