L’AQUILA – Nuova querelle sul Gran Sasso, nel giorno della riapertura della stazione sccistica avvenuta questa mattina.
È “allarme sicurezza sugli impianti sciistici del Gran Sasso” per il vice presidente del Consiglio regionale Giorgio De Matteis, che nel corso di una conferenza stampa ha reso noto un documento del ministero delle Infrastrutture in cui è scritto nero su bianco che l’impianto “non potrà funzionare in servizio pubblico” riferendosi alla seggiovia “Fontari”.
“Come è possibile – ha tuonato Gdm – che gli impianti di risalita abbiamo riaperto stamattina? Il sindaco ci deve delle spiegazioni”. Spiegazioni che arrivano direttamente, dal direttore degli impianti, Dino Pignatelli, che ad AbruzzoWeb rivela il contenuto di un documento della Direzione regionale dei trasporti della Regione Abruzzo con il quale viene autorizzata la proroga all’esercizio. Proprio il documento di cui De Matteis reclamava l’assenza.
Com’è noto ieri si sono svolti i controlli da parte dell’Ustif (Ufficio speciale trasporti a impianti fissi), organo dello stesso Ministero, a seguito dei quali è stato dato il via libera all’apertura della stazione sciistica avvenuta questa mattina.
“Il documento della Direzione generale territoriale del Centro Sud del ministero – ha spiegato De Matteis – è stato inviato nel pomeriggio di ieri alla Regione e al Centro turistico del Gran Sasso a seguito della relazione dell’Ustif, che però non è dato sapere dove sia e chi ce l’abbia e non è stata firmata né sottoposta ai capiservizio del Ctgs”.
“A questo punto – ha concluso – Cialente o chi per lui devono dare delle risposte su questioni molto serie, relative soprattutto alla sicurezza”.
Ma nel giro di poche ore arriva la smentita del direttore d’esercizio del Gran Sasso Pignatelli, che replica: “Non so come sia stato possibile che De Matteis rendesse noto quel documento, visto che era chiuso in un mio cassetto negli uffici del Centro turistico. In ogni caso chi ha preso quelle carte ha ‘dimenticato’ di prendere anche un altro file, contenente l’autorizzazione rilasciataci dagli uffici della Regione Abruzzo”.
Come è scritto nel file allegato, inviato, “ai sensi dell’articolo 21 della legge regionale 24/2005, per la seggiovia in oggetto è stata rilasciata l’autorizzazione al pubblico esercizio con Determina dirigenziale N. DE9/131 del 13/12/2012, fissandone la scadenza al 18 dicembre 2033 data di fine vita tecnica”.
LA NOTA DEL MINISTERO E LA QUESTIONE REVISIONE FONTARI
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La revisione della seggiovia Fontari, ai sensi di una norma dello stato, sarà effettuata in più tranche. La prima è quella effettuata nelle scorse settimane dalla ditta Sacmif di Lallini, la stessa società che gestisce gli impianti di Campo Felice e di cui il direttore d’esercizio degli impianti di Campo Imperatore è dipendente.
Nella nota inviata alla Regione il Ministero si smarca da eventuali responsabilità o, più precisamente, circoscrive quelle che potrebbero essere le sue responsabilità.
In un passaggio della missiva, infatti, è riportato: “Considerato che, in particolare, alla stregua dell’istrutturia da questo Ufficio, entro i limiti delle proprie attribuzioni e lasciando ogni altra responsabilità agli altri soggetti preposti, ciascuno per le proprie competenze, non ravvisa allo stato, motivi ostativi al rilascio della richiesta proroga fino al 18 dicembre 2013 per il primo anno la scadenza del termine per la revisione generale dell’impianto Rc05-seggiovia quadriposto a collegamento temporaneo ‘Fontari-Campo Imperatore’, sita nel comune dell’Aquila, ai sensi dell’articolo 4 c 1, lettera a) del Decreto del Dirigente generale del Tpl del Ministero delle Infrastrutture e trasporti del 17 aprile 2012, cedendo ogni altra responsabilità in capo ai diversi soggetti interessati”
“Si fa altresì presente, in particoalre, che per quanto riguarda gli adempimenti ex art.2 del citato DD 17 aprile 2012, il progetto definitivo per la revisione de qua, nonché la connessa, prescirta, documentazione, dovrà essere ufficialmente formalizzato e presentato, per il tramite del competente settore della Regione Abruzzo, inderogabilmente, entro il 4 maggio 2013, ai sensi e per gli effetti art.8.c1 del medesimo decreto, pubblicato sulla gazzetta ufficiale 103 del 4 maggio 2012. Il progetto medesimo dovrà essere redatto, tra l’altro, secondo quanto previsto dal decreto dirigenziale del trasporto pubblico locale del ministero delle infrastrutture e dei trasporti, del 16 novembre 2012, recante ‘Disposizioni e prescrizioni tecniche per le infrastrutture a fune adibiti al trasporto di persone. Armonizzazione delle norme e delle procedure con il decreto legislativ o 12 giugno 2003, numero 210, di attuazione della direttiva europea 2000/9 CE’ pubblicato sulla Gazzetta ufficiale numero 285 del 6 dicembre 2012 in vigore a partire dal giorno 21 successivo”.
Ma il passaggio cruciale, come denuncia De Matteis, è un altro.
“Il presente provvedimento, rilasciato fatto salvi i diritti di terzi, la cui tutela non rientra nele competenze di questa amministrazione, non costituisce precedente epr addurre, ovvero vantare diritti di qualunque natura e specie, a qualsivoglia titolo espressi da chiunque potrebbe averne interesse”
“Questo ufficio, fino alla scadenza della proroga concessa, si riserva espressa ed ampia facoltà (anche sulla scorta di eventuali direttive fornite dalle Superiori sedi, ovvero alla luce di sopravvenienze e/o fatti e circostanze allo stato non noti, rappresentati e/o rilevabili, di apportare al presente provvedimento successive modifiche ed integrazioni, ovvero di sospenderlo, revocarlo o annullarlo, ancorchè parzialmente, anche in autotutela, avuto pure riguardo all’articolo 21 quinques e seguenti della lege 7/8/1990 numero 214 t.v.”
“Si resta in attesa, ai sensi e per gli effetti dell’articolo 1 del più volte citat DD del 17 aprile 2012 del provvedimento che codesta Direzione della Regione Abruzzo, ove non ravvisi motivi contrari emanera, in mancanza del quale (e tanto valga pure quale prescrizione per l’Esercento), l’impianto non potrà funzionare”.
IL COMUNICATO DI DE MATTEIS: “CIALENTE NON HA CORAGGIO DI DIRE VERITA'”
Il Vice Presidente vicario del Consiglio regionale, Giorgio De Matteis, sulla vicenda degli impianti del Gran Sasso, dichiara: “Secondo Cialente – che peraltro non ha il coraggio di dire lo cose a tutta la città, nascondendosi dietro facebook – è una colpa voler tutelare gli interessi dell’Aquila, offesa dalle sue menzogne. La nostra volontà oggi è più che mai quella di tutelare il Gran Sasso e il Centro turistico, per dare un futuro reale a questa importante realtà economica. Agli insulti vigliacchi di Cialente su fb replico riproponendo delle domande alle quali un Sindaco normale e non delirante come il nostro risponderebbe. Povero Pinocchio! Il naso gli si allunga sempre di più”.
“E’ vero o non è vero, caro Sindaco, che l’ing. Cordeschi aveva segnalato i problemi degli impianti sin dal maggio di quest’anno? E’ vero o non è vero, come scrive Comola, che lui, Cialente, ha scelto la ditta che ha eseguito i lavori sul Gran Sasso? E’ vero o non è vero che esistono relazioni tecniche dal giugno ad oggi, che segnalano gravi carenze tecniche mai smentite? E’ vero o non è vero che il verbale della visita dell’USTIF di ieri non è stato fatto firmare dai capi servizio, come invece è accaduto in precedenti circostanze?”
“E’ vero o non è vero che avrebbe dovuto procedere alla gara di privatizzazione del Gran Sasso? È vero o non è vero che il consiglio di amministrazione era stato avvertito, sin da luglio, dal dottor Perrotti di gravi inadempienza, fonte di responsabilità amministrative e civili? È vero o non è vero che questa mattina sull’impianto c’era il direttore di esercizio Pignatelli? Bene sono solo alcune delle domande alle quali Pinocchio non risponde lasciando invece come eredità sul Gran Sasso le macerie dei tre consigli di amministrazione che, durante il suo mandato, hanno prodotto ad oggi circa 6 milioni di debiti”.
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“Non so come sia stato possibile che De Matteis rendesse noto quel documento, visto che era chiuso in un mio cassetto negli uffici del Centro turistico. In ogni caso chi ha preso quelle carte ha ‘dimenticato’ di prendere anche un altro file, contenente l’autorizzazione rilasciataci dagli uffici della Regione Abruzzo”.
A dichiararlo, ad AbruzzoWeb, è il direttore d’esercizio degli impianti del Gran Sasso, Dino Pignatelli che sbotta:
“Sono stufo di essere citato in maniera del tutto fuori luogo. Ho aperto gli impianti in totale sicurezza, come scritto nella nota della Regione Abruzzo del 13 dicembre scorso, inviata anche allo stesso Ustif. De Matteis ha fatto delle affermazioni gravissime che mettono in dubbio la mia professionalità e questo non l’accetto. Anzi visto che ci siamo diciamo anche un’altra cosa: il giorno di Natale ci siamo recati a Vicenza per prendere un pezzo senza il quale non si sarebbe potuto aprire. Nessuno lo sa, non voglio pubblicità, ma neanche attacchi gratuiti. Sto lavorando solo per salvare il Gran Sasso. Se altri hanno intenzioni diverse lo dicessero chiaramente”.
Come è scritto nel file allegato, inviato, “ai sensi dell’articolo 21 della legge regionale 24/2005, per la seggiovia in oggetto è stata rilasciata l’autorizzazione al pubblico esercizio con Determina dirigenziale N. DE9/131 del 13/12/2012, fissandone la scadenza al 18 dicembre 2033 data di fine vita tecnica”.





