L’AQUILA – Tornano i parcheggi a pagamento a Campo Imperatore (L’Aquila), una scelta fine a se stessa per l’associazione Save Gran Sasso, che rilancia con l’idea di un doppio accesso, da realizzare a lavori conclusi.

A darne notizia, nei giorni scorsi, è stato l’amministratore unico del Centro turistico del Gran Sasso (Ctgs), Fulvio Vincenzo Giuliani: “Da sabato si tornerà a pagare il ticket giornaliero”.

Una manovra che si pone in un’ottica di regolamentazione della sosta, spesso selvaggia, nel polo turistico montano aquilano. “Le macchine vengono parcheggiate ovunque – spiega Giuliani ad AbruzzoWeb – e spesso non è accessibile neanche la pista per l’elicottero, bisognava razionalizzare il numero di macchine e con il ticket giornaliero a 5 euro sarà più facile”.

Sulla questione dei parcheggi a pagamento già l’anno scorso si era alzato un polverone di polemiche da vari fronti, “ma alla fine i risultati sono stati apprezzati”, rivendica.

Nessuno scopo puramente econonomico, dunque, secondo la governance, ma solo un’operazione per scoraggiare la sosta selvaggia, razionalizzando gli spazi.

Al contrario, resta chiuso, almeno per ora, l’Albergo Campo Imperatore, con la sola eccezione del bar ristorante e di alcune camere riservate agli operai che stanno lavorando, osservando doppi turni, nei cantieri dell’Ostello e della seggiovia delle Fontari.

Commentano con cautela questo scenario Fausto Tatone e Luigi Faccia, dall’associazione Save Gran Sasso: “Siamo d’accordo sul fatto che si debba dare una riordinata all’afflusso per i parcheggi, ma non è questo l’unico modo – dichiara il presidente Faccia – Il pagamento dovrebbe essere rapportato ai servizi offerti”.

“Se si tratta di una scelta aziendale per riempire le casse del Ctgs va bene, nulla da dire – sottolinea – ma non si limiterà in questo modo il traffico”.

Su questa stessa posizione anche Tatone: “Non si limiteranno i danni all’ambiente e il traffico – spiega – non si impedirà la sosta selvaggia, sarà l’ennesima manovra fine a se stessa”.

Un doppio accesso potrebbe risolvere il problema, secondo i due rappresentati di Save Gran Sasso, “il primo tramite la funivia, il secondo con un pedaggio, piuttosto esoso, da intallare nei pressi dei ruderi di Sant’Egidio”.

Questo ovviamente potrà essere realizzato solo quando Campo Imperatore diventerà una realtà turistica formata, con servizi funzionanti al 100 per cento.

“Salire a 2000 metri con la macchina è un privilegio – precisa Luigi Faccia – e i privilegi si pagano, in alternativa si potrà parcheggiare, come già accade, a Fonte Cerreto e salire con la funivia”.