L’AQUILA- “Sic e Zps sono zone in cui sono presenti valori ecologici riconosciuti come di rilevanza europea e la Comunità Europea non prevede la possibilità di eliminarli o ridimensionarli. Il consigliere Liris dimostra di non conoscere le Misure di Compensazione e parla pensando di poter, per ogni metro quadro di habitat distrutto, ricrearne altrettanto altrove”.

È quanto dichiara la cittadina al Senato per M5S Enza Blundo.

“Gli habitat prioritari tutelati dalla Direttiva non sono replicabili con piantumazioni o altro: sono praterie d’alta quota, non esistono siti dove si potrebbero ‘ricreare’ le porzioni di habitat distrutte e se anche esistessero siti idonei non già occupati dalla stessa formazione vegetale, questa non potrebbe essere seminata e coltivata”.

“Lo sviluppo in cui crediamo – prosegue Blundo – non si poggia su investimenti faraonici dal sicuro danno ambientale e dall’esito incerto, ma su di un ragionevole programma di investimenti mirati che valorizzi le specificità di questo territorio in tutte le sue molteplici sfaccettature legate non solo al turismo invernale, che il consigliere Liris ben conosce e probabilmente pratica, ma soprattutto all’agricoltura e zootecnia di qualità, alle relative produzioni specializzate, ed ai cospicui flussi turistici e commerciali ad esse collegati”.

“Che i pascoli possano avere più valore degli impianti sciistici è una ipotesi di lavoro interessante, la quantificazione del valore economico degli ecosistemi tutelati da Natura 2000 è in corso proprio grazie ad uno specifico progetto Life (chiamato ‘Making Good Natura’) e sta dando esiti sorprendenti”.

«In un’epoca di cambiamenti climatici e profonda crisi economica» – aggiunge la senatrice Blundo – «non è saggio e neppure lungimirante legare indissolubilmente il destino della popolazione del Gran Sasso a quello degli impianti da sci, puntando cifre da capogiro su un solo settore e pretendendo di imporre una politica del ‘o tutto o niente’ che non è di certo per il bene pubblico».

“Tutte le infrastrutture necessarie -spiega Blundo- sono invece consentite solo se non incidono negativamente sullo stato di conservazione di quelle specifiche specie ed habitat tutelati. Quindi anziché impegnare l’eccelse menti politiche nella ricerca dell’ennesimo ‘trucchetto’ per aggirare le normative europee, facendo rischiare alla collettività di pagare l’ennesima salatissima multa per procedura di infrazione, si potrebbero impiegare energie mentali ed economiche per cogliere le concrete opportunità di finanziamento e sviluppo economico legate alla Rete Natura 2000, così come è esplicitamente richiesto dall’Unione Europea, generando benefici diffusi per le popolazioni coinvolte e nel rispetto e valorizzazione delle attività tradizionali”.

“Chiediamo per questo a gran voce – conclude Blundo – che la Regione si impegni nella redazione e nella attuazione dei Programmi di gestione dei Fondi Strutturali, sia in ambito agricolo che di sviluppo regionale, per tenere in opportuna considerazione la tematica di Natura 2000, prevedendo sufficienti fondi per garantire a tutti i potenziali beneficiari (agricoltori, allevatori, proprietari boschivi e terrieri, Amministrazioni degli Usi Civici, ecc…) di poter godere delle opportunità di finanziamento che la Ue ha esplicitamente previsto fin dallo scorso periodo di programmazione e dei quali purtroppo non si è  ancora visto un euro poiché non sono state tradotte in misure di finanziamento nel Psr e nel Por Fesr. Ci auguriamo che nel periodo di programmazione 2014-2020, in procinto di essere avviato già con grande ritardo, le cose possano finalmente cambiare”.