L’AQUILA – Operai a lavoro fino agli ultimi giorni dell’anno sul Gran Sasso, dove da settimane ormai imperversa la bufera, per riparare i danni causati dal maltempo alla seggiovia delle Fontari a Campo Imperatore (L’Aquila), che sta ancora prendendo forma e intanto il taglio del nastro sembra quanto più lontano e intanto del paventato bando per la gestione dell’Ostello non vi è traccia.
Nessuna smentita o conferma da parte dell’amministratore pro-tempore del Ctgs, Domenico De Nardis, dirigente anche del settore Partecipate e Avvocatura del Comune dell’Aquila, per il quale, tra l’altro, è arrivato un parere negativo, da inviare all’Autorità anticorruzione, da parte della V Commissione consiliare, presieduta dal consigliere Americo Di Benedetto (Partito democratico), per incompatibilità in quanto è “controllore-controllato”.
Un silenzio, quello dell’amministrazione comunale dell’Aquila, guidata da Pierluigi Biondi, che viene sottolineato con fastidio da alcuni operatori turistici del comprensorio montano, che si considerano vittime di tutto questa situazione e che spiegano di non aver un interlocutore con il quale potersi confrontare.
Per il momento di certo c’è soltanto che resta da montare la mobilia all’Ostello, per il quale De Nardis aveva assicurato, in un’intervista ad AbruzzoWeb, che entro l’anno sarebbe stato fatto un bando urgente con conseguente gestione dell’immobile, che sarà quanto più strategico per il 2018, poiché anche lo storico Albergo resterà chiuso.
Dopo il ritardo nella consegna, tuttavia, con il conseguente avvio del cantiere e la mancata conclusione prima di Natale, per impedimenti atmosferici, che hanno causato rallentamenti e stop dei lavori, arriva l’ennesimo duro colpo per la stagione invernale sul versante aquilano del Gran Sasso, che appare ormai compromessa, a causa soprattutto dei mancati introiti per le casse del Ctgs e di tutti gli operatori turistici annessi, delle feste natalizie.
Intanto il tempo non migliora e le previsioni non danno buone notizie, dunque, il direttore dei lavori, Marco Cordeschi, sottolinea quanto le condizoni del meteo influiscano sul completamento dei lavori. “La situazione al momento è in stallo, ci sono tre operai meccanici che stanno lavorando all’interno delle stazioni, da un paio di giorni, per riparare i danni causati dal forte vento e la bufera, che non accenna a diminuire – spiega ad AbruzzoWeb Cordeschi – Adesso di può fare ben poco, perché il tempo è davvero avverso, si stanno completando i collegamenti elettrici, per poter far girare l’impianto, ma sulle piste ci sono tre metri abbondanti di neve, basti pensare che sono completamente coperti i pali delle reti frangivento e lavorare in queste condizioni è limitante, non riusciamo a fare tutto ciò che si dovrebbe fare”.
A poco è servito il grande impegno degli operai dell’Ati (associazione temporanea di imprese), composta dalla Leitner spa di Vipiteno (Bolzano) e dalla Toninelli Pietro Srl di Castione della Presolana (Bergamo), che si è aggiudicata l’appalto da 6 milioni 500 mila euro, che hanno lavorato in condizioni sfavorevoli, in ogni giorno utile.
Nessuna data certa, dunque, Cordeschi si limita a dare i tempi tecnici, ma ancora una volta tutto dipenderà dalle condizioni meteorologiche. “Una data non si può più dare, posso solo dire che, da quando il tempo ci permetterà di lavorare a pieno regime, ci vorranno una quindicina di giorni, ma dal primo dicembre abbiamo fatto ben poco purtoppo”, ammette.
Ma due settimane non basteranno per dare il via alla stagione: una volta conclusi i lavori, la palla passerà all’Ufficio speciale trasporti a impianti fissi (Ustif), che dovrà procedere al collaudo; un’altra settimana in cui l’impianto dovrà girare a vuoto, per verificare ogni tipo di problema, o criticità, da risolvere in breve tempo. Stando alle previsioni, vento e neve a Campo Imperatore diminuiranno dal 3 gennaio, giorno in cui potrebbero riprendere i lavori a pieno ritmo, ma, come illustra il direttore Cordeschi, “tutto resta ancora un’incognita”.
Sotto accusa è finito più volte il ritardo nella consegna del cantiere, avvenuta soltanto il 10 luglio del 2017, sulla questione Cordeschi non si sbilancia, ma afferma che “lavorare con temperature miti è sicuramente più risolutivo che lavorare con neve, vento e sotto zero”.



