L’AQUILA – Acque agitate alla Gran Sasso acqua, la società comunale che gestisce il ciclo idrico a L’Aquila: la nomina ancora da deliberare del nuovo direttore tecnico, l’architetto romano Armando Balducci, è stata bocciata dai sindaci che compongono l’Ente d’ambito che controlla l’operato della società.
*Questo perché il prescelto, nonostante il ricchissimo curriculum, non avrebbe le opportune competenze e titoli accademici in materia idrica. Senza il via libera dell’Ente d’Ambito si complica la nomina da parte della Gran Sasso d’Acqua di chi dovrà andare a ricoprire l’incarico che è stato di Aurelio Melaragni, che è andato in pensione, sostituto per ora dal dirigente Stefano Pacitti.
Non si esclude che ci sia anche una ostilità nei confronti dello “straniero” Balducci, dato anche vicino al centrodestra capitolino. Da cui proviene, può essere utile ricordare anche il candidato presidente della Regione Marco Marsilio, senatore di Fratelli d’Italia. Stesso partito di Pierluigi Biondi sindaco dell’Aquila.
Questo nonostante il suo curriculum di tutto rispetto, risultato essere il migliore, rispetto a quello di altri 140 candidati, dalla società specializzata Management Consulting & Selection (Mcs), a cui la Gran Sasso acqua si è rivolta per la selezione.
Nato a Civita Castellana in provincia di Viterbo, classe 1954, Armando Balducci è titolare dell’affermato studio di progettazione ABarchitecture.
E’ stato direttore generale del Comune di Viterbo, e poi direttore dell’area Opere infrastrutturali del Comune di Roma.
Suo malgrado è salito alla ribalta delle cronache per essere stato coinvolto nel lungo processo scaturito dalla maxi-inchiesta “Genio e sregolatezza”, su presunti appalti truccati e episodi di corruzione al comune di Viterbo. Dopo 10 anni, tra inchiesta e udienze, a luglio scorso i presunti reati di Balducci sono andati in prescrizione, e l’ex city manager della città laziale è uscito definitivamente dal processo.




