L’AQUILA – La Gran Sasso Acqua Spa si è fatta promotrice di un progetto umanitario in Burundi, finalizzato all’approvvigionamento idrico in alcune zone dove manca l’acqua potabile.

I lavori di realizzazione di due grandi serbatoi, che porteranno l’acqua in una serie di comuni, captandola dalla sorgente Rutemba, sono iniziati il 27 giugno e dureranno un paio di mesi.

“L’iniziativa è partita in collaborazione con una associazione non governativa, la Dapadu, dalla parte degli ultimi della società – spiega Americo Di Benedetto, appena confermato alla presidenza della Gsa – Bambini, donne, ragazzi, vivono ancora oggi in Paesi come l’Africa, dove i diritti fondamentali vengono quotidianamente calpestati ma soprattutto manca l’indispensabile per vivere con dignità”.

“L’associazione è attiva da moltissimi anni in Burundi e in altre zone difficili dell’Africa, sono stati realizzati in collaborazione con l’Unicef un ospedale con un reparto maternità, una scuola primaria e una di avviamento ai mestieri, per consentire un minimo di alfabetizzazione in queste zone dove è praticamente assente la realtà scolastica ed anche costruire nei bambini e nei ragazzi presenti un piccolo bagaglio di esperienze che possano consentire loro di crearsi un futuro dignitoso”.

“Si era presentato come primario e di vitale importanza il problema dell’approvvigionamento idrico, in queste zone i bambini per avere acqua potabile, percorrono chilometri e chilometri con delle conche in testa per raggiungere una sorgente”, aggiunge Di Benedetto.

Il progetto generale è stato presentato all’ufficio dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani, che ha sede a Ginevra.

“Quando sono stato coinvolto per partecipare come Gran Sasso Acqua ho accettato subito – racconta il presidente – con uno stralcio del progetto, non abbiamo dato un contributo ma saldiamo le spese direttamente per i materiali, previa documentazione”.

Gsa ha comperato il materiale mentre la forza lavoro è locale, sul posto seguono i lavori, Filippo Lucci presidente del Corecom regionale abruzzese, Angelo D’Eramo, che fa parte del consiglio di amministrazione di Dapadu e don Enzo Chiarini, missionario teramano da anni in Burundi. Loredana Lombardo