PESCARA – Archiviate, almeno momentaneamente, le invasioni di campo ai Mondiali e in Champions League, è una nuova ‘sfida’ quella che si profila all’orizzonte per il giovane pescarese Mario Ferri: dal prossimo 7 aprile ‘il Falco’, come lo conoscono ormai tutti, si appresta ad attraversare sulla mitica Vespa 125 l’intero stivale in compagnia di un amico, il dj pescarese Giulio Piedigrosso.
Già definito, o quasi, l’itinerario: previste tappe nei ritiri del Milan di Antonio Cassano, vero e proprio idolo per il giovane Ferri, e della Sampdoria, nella casa del manager dello spettacolo Lele Mora, suo manager, e comparsate nelle trasmissioni tv Pomeriggio5 di Barbara D’Urso su Canale 5 e I fatti vostri su Raidue, condotto da Giancarlo Magalli.
“L’idea del giro d’Italia in Vespa – spiega il Falco ad AbruzzoWeb – è nata quasi per caso, parlandone con un amico. Un po’ come è stato per le invasioni di campo. Partirò da Pescara è attraverserò il Paese da Nord a Sud: prevediamo anche di arrivare sul Monte Bianco e a Lampedusa. Sarà un tour completo. Ogni giorno, inoltre, pubblicheremo un piccolo reportage del viaggio su un canale Youtube che apriremo appositamente. In questo modo tutti potranno vedere i progressi del nostro viaggio”.
Le iniziative, però, non si fermano qui: “Ogni giorno – svela ancora – farò uno scherzo telefonico a un personaggio ‘vip’. Si tratta di cantanti, attori, politici, sportivi. Un po’ come fece Teo Mammucari qualche anno fa in televisione. Se ne vedranno delle belle”.
Sui costi della mini spedizione c’è già un calcolo approssimativo, almeno 1.000 euro di benzina, cui si dovranno aggiungere le spese per il vitto e l’alloggio.
“Partiremo con una tenda – prosegue Ferri – ma abbiamo già individuato tante persone che ci potranno ospitare per mangiare e dormire in diverse città. Potremo contare su alcuni sponsor ma non è escluso che alla fine se ne possano aggiungere altri. Abbiamo calcolato almeno tre settimane per il giro d’Italia, ma è un periodo di massima che ci siamo dati: in realtà non sappiamo precisamente quando termineremo”.
l periodo delle invasioni di campo è tramontato definitivamente? “Mah, non so, vedremo”, risponde in modo sibillino il Falco, che poi aggiunge: “Ho fatto invasioni sui palcoscenici più importanti del mondo: dai campi di Champions League ai Mondiali. Sono sempre uno che ha amato le sfide. Gli stimoli, non lo nascondo, sono sempre stati la molla. Da qui nasce l’idea del giro d’Italia su due ruote”.
Ne è valsa la pena? “L’idea delle invasioni era nata come divertimento, come un qualcosa da poter raccontare ai figli tra 20 anni. Probabilmente per il mese di galera che ho fatto dico di no. Ma quella è stata l’unica cosa negativa di tutte le esperienze – conclude Ferri – E non nascondo che, probabilmente, me la sono anche un po’ cercata, visto che avevo l’obbligo dei domiciliari”.



