FOLIGNO – Lo slovacco Peter Sagan (team Bora-Hansgrohe) ha rotto il digiuno in questo Giro d’Italia ed ha vinto la decima tappa, da L’Aquila a Foligno di 139 km.

Dopo le emozionanti fatiche della tappa di montagna tra Castel di Sangro e Campo Felice, l’Abruzzo saluta la carovana del Giro d’Italia dal capoluogo. L’ultima volta che il capoluogo ha ospitato il Giro d’Italia è stato con l’arrivo nel 2019 e l’ultima partenza di tappa del Giro si registra nel 1989 (traguardo a Gubbio sempre in Umbria).
Piazza Duomo è stata il ritrovo a partire dalle 12.15 della carovana rosa, la sfilata a turno delle squadre partecipanti, la partenza ufficiosa alle 13.40 con il passaggio della carovana in corso Federico II, viale di Collemaggio e via Strinella per raggiungere dopo 8 chilometri di trasferimento il chilometro zero, per il via agonistico alle 13.55 sulla strada statale 17.

La tappa è rimasta in provincia dell’Aquila nei primi 23 chilometri fino a Sella di Corno, poi lo sconfinamento nel Lazio e ancora verso nord in Umbria per raggiungere il traguardo di Foligno.
Sagan ha preceduto, dopo una lunga volata, il colombiano Fernando Gaviria, che ancora una volta quest’anno deve accontentarsi della piazza d’onore. Terzo posto per Cimolai. In classifica generale tutto immutato, con il colombiano Bernal in maglia rosa davanti al belga Evenepoel che gli ha “mangiato” un secondo in un traguardo volante, e al terzo posto il russo Vlasov.
È stato un successo quasi annunciato quello di Sagan, visto come la squadra ha lavorato ed è riuscita a lanciarlo negli ultimi 300 metri. La Bora è stata infatti brava a tenere un ritmo forte anche nei chilometri in salita che da Piediluco hanno portato a Spoleto.
La tappa presentava un Gran premio della montagna, il Valico della Somma, posto in prossimità di Spoleto e a 66 km dal traguardo, Gpm che pur essendo di quarta categoria ha fatto una durissima selezione e tagliato fuori alcuni dei pretendenti alla volata finale di oggi. E quando Sagan e i suoi se ne sono accorti, ecco che hanno accelerato e fatto sì che alla fine tra i pretendenti al successo odierno rimanessero in pochissimi tra gli sprinter, Viviani e appunto Gaviria e Cimolai.
Per lo slovacco tre volte campione del mondo, che conquista anche la maglia ciclamino di leader della classifica sprinter, è il 18esimo successo in una grande corsa a tappe, e al Giro d’Italia l’ultimo successo risaliva allo scorso anno sul traguardo di Tortoreto.
“Oggi finalmente sono riuscito a vincere, ringrazio tutta la squadra che va sempre al 100% per me”, ha commentato Sagan ai microfoni del “Processo alla tappa”.
“Quando si va forte tutto il giorno per me è meglio, è più difficile quando si va lenti nei primi 150 chilometri”, ha aggiunto il corridore della Bora, neo maglia Ciclamino, parlando della sua possibilità di avere la meglio sui velocisti. Alla richiesta di commentare il bacio al cielo al momento del taglio del traguardo, il vincitore si è limitato a dire di “non ricordarsi” del gesto.
Domani giornata di riposto per la carovana rosa. Si riprende mercoledì con la Perugia-Montalcino di 162 km, tappa caratterizzata da 35 km in sterrato negli ultimi 70 del percorso, divisi in quattro settori da 9.1, 13.5, 7.6 e 5 km l’uno.






